Immaginatevi un giapponese, un americano, un cinese, ma anche un inglese, un toscano o un padano che, connesso ad internet, s'imbatta in una campagna di crowdfunding per un chiostro di Porta Capuana. Invece di passare al clic successivo, si ferma e legge che quel sito cinquecentesco è stato completamente devastato da abusi edilizi, compreso un autolavaggio. Non solo. La cosa lo indigna a tal punto da fargli aprire il portafogli, estrarre la carta di credito e comprare uno degli oggetti, per lo più opere d'arte, messi in vendita per finanziare il recupero di questo sconosciuto angolo, sepolto dalle superfetazioni architettoniche ma amato anche da Lou Reed. Compra una cartolina, un braccialetto di Tramontano, ma anche un'opera di Mimmo Paladino, Jimmie Durham o Maria Thereza Alves e così contribuisce a salvare un pezzo di centro storico napoletano, non a caso dichiarato dall'Unesco patrimonio dell'umanità (non solo dei napoletani per fortuna). Tutto quello che avete immaginato è vero ed è avvenuto in ben cinquecento casi. Tanti sono stati, infatti, i sottoscrittori (anche partenopei) della campagna internazionale di autofinanziamento proposta dal progetto Made in cloister, ideato da Davide de Blasio, Antonio Martiniello e Rosa Alba Impronta. La cifra raccolta 70mila sterline è servita per una parte del recupero del chiostro di Santa Caterina a Formiello che, sabato 31 maggio, dalle 11 alle 18, per la prima volta si svela al pubblico per mostrare il work in progress del restauro. Dove c'era un autolavaggio, ad esempio, stanno spuntando affreschi di un ciclo finora ignorato. La visita a questa parte dell'insula medievale sarà accompagnata dal vernissage di Harry Pearce dello studio Pentagram di Londra. Poetry in the street of Naples racconta la poesia involontaria delle strade di Napoli. «Il progetto dicono gli organizzatori è partito dal recupero di questo spazio con l'obbiettivo di far rinascere le attività artigianali del quartiere attraverso la visione di artisti e designer internazionali. Insomma recuperare la tradizione rinnovandola con spirito contemporaneo». Dagli scatti di Pearce sono state prodotte dieci serie di fine art numerate e stampate a torchio da Avella, con le quali riparte un nuovo crowdfunding.
Napoli. La prima volta del chiostro salvato dal web
Un progetto di crowdfunding, Made in cloister, ha raccolto 70mila sterline per il recupero del chiostro di Porta Capuana a Napoli. Il progetto, ideato da Davide de Blasio, Antonio Martiniello e Rosa Alba Impronta, ha coinvolto sottoscrittori provenienti da tutto il mondo. La somma raccolta è stata utilizzata per una parte del recupero del chiostro, che è stato devastato da abusi edilizi. Il progetto ha anche coinvolto artisti e designer internazionali, come Harry Pearce, per promuovere le attività artigianali del quartiere. Una mostra di scatti di Pearce è stata prodotta e stampata a torchio, e un nuovo crowdfunding è stato lanciato per continuare il recupero del chiostro.
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