ROMA Ieri, 25 aprile, è andato a visitare il museo romano di via Tasso, poi è subito tornato a casa per immergersi nello studio dei dossier che riguardano il nuovo ministero, appena ereditato da Giuliano Urbani: «I Beni Culturali sono un impegno difficile, devo prepararmi bene». Ma in realtà il cattolico Rocco Buttiglione, ex ministro delle Politiche comunitarie che visse la tempesta della nomina decisa e poi revocata a commissario europeo (per le dichiarazioni sui gay), qualche idea già ce l'ha. Tanto che accetta subito di anticipare quelli che saranno i temi più importanti del suo futuro lavoro. E dire anche ciò che pensa delle nomine dei responsabili della cultura italiana. Urbani è stato accusato da non pochi esponenti della sua maggioranza di avere dato troppi incarichi a uomini di sinistra. E lui? «Non andrò ai Beni Culturali per tagliare teste. Però se c'è qualche pallone gonfiato provvedere a sgonfiarlo. E se c'è qualcuno da valorizzare farò il contrario». In altre parole: «Urbani ha certamente lavorato bene. Ma se avesse lasciato fuori qualcuno, che oltre ad essere bravo la pensa come noi, prenderò subito provvedimenti. Una cosa che certamente non farò è però assumere incompetenti solo perché stanno dalla nostra parte: l'obiettivo è quello di assicurare un alto livello, non conta se non si hanno le stesse idee». Primo obiettivo del programma: «Diffondere l'arte italiana all'estero, farla diventare il nostro biglietto da visita». Partendo dall'Europa e dalle sue radici, che ovviamente Buttiglione ha sempre pensato cristiane: «L'Italia può aiutare molto a sentirsi più europei. Perché chi non conosce la nostra storia dell'arte conosce poco la storia dell'Europa. Ed è innegabile il fatto che quando si parla di questo tema, si parla soprattutto di chiese e monasteri, cioè delle radici cristiane del nostro continente». A proposito di chiese, migliaia in Italia, molte delle quali capolavori d'arte, il neoministro ammette che deve ancora studiare il dossier. Ma avverte: «Sarei prudente sulla scelta di far pagare l'ingresso nei luoghi di culto, come già capita da qualche parte. Soprattutto là dove il contribuente ha già pagato molto». E i condoni, già nelle corde del governo Berlusconi? Sul cosiddetto «codice Urbani» che riguarda anche la tutela dei beni paesaggistici Buttiglione annuncia battaglia: «Bisogna garantire in tutti i modi il suo rispetto. Quando si arriva al condono è troppo tardi. Porteremo avanti un ferreo lavoro di prevenzione, con controllo satellitare del territorio, per evitare gli abusi. E chi li commette dovrà pagare multe salatissime».
Buttiglione e le nomine: no ai palloni gonfiati tra gli esperti della cultura
Ieri, 25 aprile, Rocco Buttiglione ha visitato il museo romano di via Tasso e poi è tornato a casa per studiare i dossier relativi al nuovo ministero delle Politiche culturali. Il cattolico Buttiglione, ex ministro delle Politiche comunitarie, ha già espresso alcune idee sul suo futuro lavoro e ha anticipato i temi più importanti. Ha anche parlato delle nomine dei responsabili della cultura italiana, affermando che non andrà ai Beni Culturali per tagliare teste, ma per sgonfiare quelli gonfiati e valorizzare quelli bravi. Il suo primo obiettivo è quello di diffondere l'arte italiana all'estero, partendo dall'Europa e dalle sue radici cristiane.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo