Blitz dei carabinieri:parcheggi, passerelle e cemento in area Protetta SAREBBERO state realizzati abusivamente, e cioè senza il permesso di costruire e il parere della Soprintendenza. Per questo, ieri mattina, i carabinieri della compagnia di Gallipoli e del Noe hanno apposto i sigilli al parcheggio, ad una pas-serella di accesso alla spiaggia e ad una piattaforma in cemento armato del Lido Pizzo, il noto stabilimento di Gallipoli frequentato ogni estate da politici e personaggi dello spettacolo. Da tempo i militari avevano avviato i controlli lungo la fascia di litorale sottoposta a vincolo su tutte le strutture costruite nel corso degli anni. Un mese fa avevano sequestrato un locale, realizzato a pochipassidalma-re e ieri, invece, l'attività di indagine ha potato irnili-tari a Lido Pizzo, dove hanno eseguito un provvedimento disequestro firmato dal sostituto Giovanni Gaglioffa. Tre le opere finite al centro delle indagini. I carabinieri hanno, infatti, messo i sigilli ad una "palificazione in ferro con fissaggio a ce -mento" in un'area destinata al parcheggio dello stabilimento, ad una passerella di accesso alla spiaggia, lunga circa 70 metri in pietra leccese e "malta cementizia", e infine ad una piattaforma in cemento armato di quattro metri quadrati. L'ipotesi degli investigatone chiara. Le opere sono state realizzate molti anni fa in una zona sottoposta a vincolo paesaggistico, ambientale e idrogeologico, senza le regolari autorizzazioni. Per Sandro Portaccio, rappresentante legale della società Torre Pizzo che gestisce il lido, è scattata una denuncia per abusivismo. Ma l'imprenditore si difende. Chiarisce come «l'intervento del Noe abbia riguardato esclusivamente l'area parcheggio dello stabilimento balneare». Il provvedimento, in altri termini, ha interessato, «i paletti in metallo del diametro di3 centimetri ed alti 2 metri circa occorrenti per la posa di teli ombreggianti durante la stagione estiva, già utilizzati in un'area da anni regolarmente autorizzata a parcheggio, una passeggiata, realizzata con chi anche in pietra leccese (esistente da oltre dieci anni) e, infine, di un piccolissimo basamento sul quale veniva sistemata la postazione della biglietteria, il tutto su area privata». Sandro Portaccio, quindi, respinge le accuse. «Sulla ritenuta qualificazione di tali opere come opere edili abusive - dice - vi è fortemente da dubitare».