Modena, 20 maggio 2014 - Due anni dal terremoto che la notte del 20 maggio 2012, alle 4.03, cambiò per sempre la vita di migliaia di persone residenti nelle campagne tra Modena, Ferrara, Bologna e Reggio Emilia (foto e video). La Bassa modenese la zona più colpita, con oltre il 60 dei danni complessivi. Dopo nove giorni l'altra scossa dà il colpo di grazia e il bilancio del terremoto sale drammaticamente nel numero delle vittime, 28 morti di cui la maggiorparte sono operai schiacciati sotto i capannoni crollati. L'avanzamento della ricostruzione oggi sotto gli occhi di tutti, basta andare nei comuni colpiti, parlare con i cittadini, con gli imprenditori, per dare la chiave di lettura ai numeri forniti dal presidente della Regione e commissario straordinario Vasco Errani. I terremotati parlano di ricostruzione molto lenta, pratiche bloccate dalla burocrazia, moduli abitativi con bollette esorbitanti. Senti parlare Errani e il bicchiere diventa mezzo pieno: «I dati dicono che il percorso è quello giusto, con oltre 4 miliardi già messi in campo, sette famiglie su dieci tornate a casa e le restanti che usufruiscono di contributi di vario genere per l'abitazione, un'economia che nell'area del cratere è ripartita nonostante la crisi, con i lavoratori in cassa integrazione che dai 40 mila dopo le scosse oggi sono solo 215, con una grande spinta del monto produttivo che si è rimesso in piedi anche autonomamente». I dati a cui fa riferimento Errani dicono che dopo due anni il 30 degli edifici residenziali e delle singole unità abitative danneggiate dal sisma è riuscito a presentare la domanda nel Mude, il sistema informatico che porta la richiesta di contributo, con relativo progetto di ricostruzione, al vaglio dei tecnici comunali. Su 14 mila edifici danneggiati (compresi i negozi), sono 5.312 le domande presentate; su 33mila appartamenti colpiti, 11mila domande accettate. E non significa che sono arrivati i soldi per pagare i lavori: delle cinquemila domande sono tremila quelle arrivate nelle banche convenzionate che pagano le imprese impegnate nella ricostruzione per stati di avanzamento lavori (Sal). Ma i Sal sono ancopra troppo distanti l'uno dall'altro e quindi tanti piccoli artigiani sono con l'acqua alla gola perché non possono continuare a lavorare senza vedere un soldo per sette o otto mesi. Se le domande non sono arrivate nel Mude possono esserci altri motivi alternativi alla burocrazia. Alla scadenza della consegna per le pratiche con danni B, mancava all'appello il 40 delle abitazioni. Perchè? I tecnici della Regione ipotizzano che alcune abitazioni siano state successivamente riclassificate in categoria E, danni gravi, e quindi presenteranno la domanda alla scadenza a fine anno. Oppure il danno era veramente lieve e il terremotato ha preferito chiedere le agevolazioni con il credito di imposta per le ristrutturazioni. In ogni caso, il 40 di case in B non ha ancora presentato la domanda. Sul fronte imprese colpite, circa cinquemila stimate, sono 512 quelle che hanno ricevuto i soldi. Queste imprese e tutte le altre 4500 non hanno mai smesso di produrre anticipando di tasca propria i lavori per ripartire: oggi, con la crisi che continua a colpire e le banche che non erogano liquidità, fanno fatica ad andare avanti. Errani ha ammesso che «i problemi ci sono» e uno di questi sono le maxi bollette che arrivano nei map: tanto che Enel, assieme alla Regione, ha rivisto 750 bollette dei moduli applicando gli sconti dell'Autorità e il bonus energia: è saltato fuori un risparmio di 175 mila euro, dunque qualche problema c'era. Ma quanto ci vorrà per ricostruire l'Emilia distrutta? «Non arriveremo più lunghi rispetto ad altri terremoti che hanno dato esito positivo» dice Errani. Ma non è una conclusione consolante. Silvia Saracino
Terremoto e ricostruzione, due anni dopo tutti i ritardi
Il terremoto del 20 maggio 2012 ha cambiato la vita di migliaia di persone nella Bassa modenese, con oltre 60% dei danni complessivi. Dopo nove giorni, un'altra scossa ha dato il colpo di grazia, aumentando il bilancio del terremoto. Oggi, due anni dopo, la ricostruzione è in corso, ma i cittadini parlano di problemi con la burocrazia, moduli abitativi con bollette esorbitanti e la lentezza del processo.
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