Il reperto di epoca romana sequestrato dai carabinieri e affidato alla soPrintendenza Un'anfora risalente al periodo romano imperiale. È questo l'importante reperto trovato dai carabinieri a casa di un insospettabile. Una scoperta casuale, in realtà: l'obiettivo dei militari, infatti, era il ritrovamento di refurtiva, ma non di siffatto valore. Il fatto è che i carabinieri avevano avuto notizia che un pregiudicato avesse trovato frequente alloggio in un'appartamento della zona alta della città e che lì nascondesse quanto riusciva a portare via durante i suoi raid in proprietà altrui. In base a queste informazioni gli investigatori hanno predisposto una verifica sul campo, perquisendo l'abitazione-deposito. Al momento della perquisizione, non è stato trovato quello che i militari si aspettavano, nè tantomeno il presunto ladro. È stata invece scoperta l'antica anfora, sorretta da una struttura in ferro battuto realizzata ad hoc, ed esposta nel salone dell'appartamento. Il padrone di casa, all'incalzare delle domande dei carabinieri, non è stato in grado di fornire una spiegazione credibile sulla provenienza del reperto, adducendo versioni inverosimili come "L'ho trovata per caso" oppure "Non so.... non ricordo bene". Ovviamente l'uomo è stao denunciato e l'anfora è stata sequestrata e consegnata agli esperti della soPrintendenza, sia per la datazione esatta del reperto sia per accertarne il valore. Secondo le prime ipotesi l'anfora potrebbe essere un componenti del corredo di navigazione delle triremi, e dove veniva conservato il cibo per l'equipaggio. Una teoria che si fonda anche sulle incrostazioni (pare alcune con fossili) di cui l'anfora è ricoperta. E se da una parte i periti saranno occupati a stabilire data a valore del reperto, i militari invece saranno assorbiti dall'inchiesta già aperta sul caso. Il padrone della casa in cui è stata trovata l'anfora - secondo alcune indiscrezioni - sarebbe solo il possessore finale. L'obiettivo è pertanto capire come, dove e quando si sia procurato l'anfora, se si tratti di un caso isolato o se invece rientra in un contesto più ampio di commercializzazione di reperti di provenienza illecita. L'ennesimo reperto detenuto illecitamente ha aperto ancor di più lo squarcio sul mercato nero degli oggetti arcehologici. Un mercato oggi più fiorente che mai, grazie anche allle opportunità di e-commerce che offre internet. Una realtà illegale di cui il Nucleo regionale di Tutela del patrimonio culturale è ben consapevole, tanto è che i suoi carabinieri tengono sotto controllo la rete - per quanto possibile - e non di rado intercettando affari on line. Come accaduto quasi tre anni fa, quando fu sgominata una vera e propria organizzazione che aveva anche formalizzato un'associazione di archeologi per avere maggiore credibilità. Operazione nella quale era riuscita ampiamente, acquisendo un notevole giro di clienti. Se in quel caso i 30 componenti dell'organizzazione criminale furono scoperti - così come furono sequestrati reperti per diverse decine di migliaia di euro - tanti altri invece sfuggono ad ogni controllo. Il sistema che si è ampiamente diffuso è quello dei siti-fantasma, che scompaiono nel giro di pochi giorni (se non di ore) e che consente proprio per la sua brevità a sparire inghiottito dall'universo telematico senza lasciare traccia. Siti che vengono visitati da collezionisti avvisati in precedenza con il metodo del "peer-to-peer", una sorta di community in cui persone legate dalla medesima passione si scambiano informazioni, immagini etc. A fianco del monitoraggio on line, i carabinieri hanno un bel da fare anche nel territorio, con tombaroli sempre pronti a violare e depredare antichi siti, o con amatori pronti ad acquistare reperti. Come nel caso di un professionista siracusano nella cui abitazione fu trovato un vero e proprio museo, con tanto di teche e bacheche illuminate in vari locali dell'abitazione e in cui erano esposti monete, posate, piccolo vasellame e monili) e pure con una sorta di caveau per i pezzi più preziosi. 20052014
SICILIA - Anfora antica in una casa privata
I carabinieri hanno trovato un reperto di epoca romana sequestrato in un appartamento della zona alta di una città. L'obiettivo era il ritrovamento di refurtiva, ma è stato trovato un'antica anfora sorretta da una struttura in ferro battuto. Il padrone di casa non ha fornito una spiegazione credibile sulla provenienza del reperto. L'anfora è stata sequestrata e consegnata agli esperti della soPrintendenza per la datazione e il valore. Secondo le prime ipotesi, l'anfora potrebbe essere un componente del corredo di navigazione delle triremi.
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