«Avendo entrambi i candidati conseguito valutazioni altamente positive, quasi sovrapponibili, salvo che per il maggior punteggio complessivamente attribuito allo Scuto in relazione ai risultati conseguiti in precedenza, il dirigente generale avrebbe dovuto esplicitare i criteri e le ragioni poste a fondamento della scelta della Caffo, quale dirigente ritenuto maggiormente idoneo all'incarico presso la soVrintendenza di Catania». Si esprimono così i giudici della sezione Lavoro del Tribunale di Messina, presieduti da Giuseppa D'Uva, nell'ambito della sentenza che sospende il provvedimento di nomina, a opera dell'Amministrazione regionale dei Beni culturali, dell'architetto Fulvia Caffo, già soprintendente di Enna, a ricoprire lo stesso ruolo a Catania. Parzialmente accolto quindi il ricorso presentato dal collega Salvatore Scuto, ex soprintendente di Messina. Catania era stata la sede di trasferimento richiesta dall'architetto Scuto a cui venne invece proposta Enna, sede rifiutata, a cui fece seguito il distacco quale collaboratore al museo di Palazzolo Acreide. Attraverso la sentenza si ordina al direttore generale Sergio Gelardi «di rinnovare la procedura di conferimento del predetto incarico, facendo corretta applicazione dei parametri normativi e dei criteri di massima predeterminati, sia nella valutazione dei titoli e dell'anzianità di servizio, nella qualifica dirigenziale degli aspiranti, sia nell'indicazione dei motivi posti a fondamento della scelta». Alessandra Leonora 16052014