Padre Onofrio dell'Osservanza "Due anni di messe in cappella..." PADRE Onofrio, da quanto tempo è chiusa la chiesa? «Da due anni. Prima ci sono state delle infiltrazioni di acqua, poi si è aggiunto il terremoto. La parte sinistra è crollata, è stata lesionata anche la parte esterna del convento. La messa la diciamo nella cappella, le manifestazioni le facciamo in convento. Ma la gente non viene più con la chiesa chiusa, è un dato di fatto indiscutibile. Per dire: la messa di mezzanotte l'abbiamo fatta nel salone delle conferenze. Una cosa triste, penosa». Ha detto che l'Osservanza è già risorta una volta. Quando? «Aldini la distrusse per fare un omaggio a Napoleone: costruì la sua villa, con i mattoni del complesso dell'Osservanza. Quasi tutta la chiesa fu rasa al suolo e la congregazione si trasferì al municipio di San Lazzaro. Finita l'epoca napoleonica, i frati ricostruirono l'Osservanza pezzo per pezzo, aiutati dal contado. Si mobilitarono tutti i bolognesi, portavano un mattone a testa fino alla chiesa. Anzi, ricevettero anche una dispensa speciale dal precetto domenicale, perchébisognavaricostruire la chiesa. Venne costruita in stile neo-classico, ed è l'unica che esiste a Bologna: per questo è tutelata dalla Soprintendenza». Ora sarà ricostruita uguale a prima? «Più che ricostruire si tratta di consolidare. Ora è tutta imbrigliata da ponteggi di ferro, senza crolla giù». Lei da quando è qui? «Da sempre, dal 1960, il 22 maggio compio 85 anni. Il terremoto è stata una disgrazia, ma io cito sempre il finale dei Promessi Sposi: molti mali vengono per colpa e senza colpa ma la fiducia in Dio li rende buoni. È risorta tanta volte l'Osservanza, risorgerà ancora».