Era una delle case più maestose di Pompei, seconda solo a Villa dei Misteri. Più di 3500 metri quadri di marmo e giardini sul mare. La Villa di Diomede, chiusa al pubblico e priva di analisi aggiornate, rinasce grazie alla tecnologia 3d. Il progetto è francese, curato dalla archeologa Helene Dessales dell'Ecole Normale, in collaborazione col centro studi Jean Berard e l'Istituto nazionale di ricerca informatica di Parigi. Sarà presentato alle 15 nella sala Dumas dell'Istituto francese di via Crispi, assieme a un video (visibile sul sito www. villadiomedeproject. org) che ricrea la domus e la sua storia attraverso uno speciale software di ricostruzione virtuale. I lavori del progetto, durati 12 mesi, sono stati preceduti da rilievi archeologici, centinaia di fotografie dall'alto scattate con un drone e ricerche d'archivio (in collaborazione con lo studioso Andrea Milanese) tra le oltre trecento illustrazioni e immagini del sito, dall'Ottocento a oggi. La villa, attribuita al ricco liberto Arrio Diomede, fu tra i primi edifici scavati, nel 1771. Nel portico esterno presenta una splendida piscina, nei cui pressi furono rinvenuti due corpi abbracciati. Uno era certamente il proprietario, con un anello d'oro al dito e una chiave in mano. Scappava, portando con sé un tesoro di mille sesterzi. Ma non riuscì a guadagnare la porta d'ingresso e fu sopraffatto dalla nube ardente, che lo uccise nel suo peristilio.