TRENTA cantieri che partono entro la fine dell'anno, a cominciare dalla Chiesa dell'Osservanza, chiusa da due anni, con l'altare coperto per evitare danni, puntellata e al buio, dove l'inizio lavori è previsto a fine mese. Poi ci sono la chiesa di San Pietro Apostolo di Cento, la chiesa della Confraternita della Buona Morte di Finale Emilia, il Torrione degli spagnoli di Carpi. Ma anche la palestra di Molinella, la bocciofila di Bondeno, il centro per disabili di Reggiolo, il centro sportivo di Mirandola e il centro di prima accoglienza di Carpi. A due anni dal sisma del maggio 2012 che distrusse, lesionò o danneggiò quasi duemila edifici, la macchina comincia lentamente a mettersi in moto. «Il 2012 è stato l'anno dell'emergenza, il 2013 quello della messa in sicurezza, il 2014 quello della progettazione, il 2015 sarà l'anno dei cantieri», annuncia il direttore regionale dei Beni Culturali Carla Di Francesco. Sono 664 gli interventi previsti nel primo stralcio del Programma per la riparazione delle opere pubbliche per 538 milioni di euro (il piano complessivamente prevede 1.540 interventi, per un miliardo e 354 milioni di euro). Si tratta non soltanto delle chiese e dei palazzi tutelati, ma anche delle scuole, delle palestre, degli ospedali e degli uffici pubblici di cui erano disseminati i 58 Comuni dell'area del cratere. Finora, per la ricostruzione delle opere pubbliche sono stati presentati 226 progetti, di cui 109 di beni tutelati, 60 di beni non tutelati e 57 con importo inferiore a 50mila euro. Di questi, hanno spiegato ieri l'assessore Alfredo Peri e la dirigente Carla Di Francesco, quelli pronti a partire entro fine anno, sono una trentina: 18 di beni tutelati e 10 di immobili pubblici. «C'è tempo fino a giugno per presentare i progetti preliminari ricorda Di Francesco che devono poi valutati da una commissione, quindi si passa alla determinazione del budget. I progetti per le opere pubbliche hanno tempi di gestazione molto lunghi ». Nel ferrarese, i primi a risorgere saranno la chiesa dei santi Giuseppe, Tecla e Rita e il Museo nazionale dell'ebraismo e della Shoah, mentre a Mirandola partirà il concorso per la progettazione del restauro della chiesa di San Francesco. «La chiesa di San Pietro Apostolo, cui si era diessere staccato il frontone, è ancora pesantemente inagibile e questo crea dei problemi anche alle attività commerciali della via spiega il primo cittadino di Cento Piero Lodi Il suo ripristino è importanteanchecomesegnale: ho ancora più di mille persone fuori casa». Sempre a Cento, «dopo l'estate inizierà il ripristino del Palazzo del Governatore, sede della galleria d'arte moderna, e rimetteremo a posto tutti i cimiteri». L'obiettivo è fare rivivere i centri storici, evitare lo spettro de L'Aquila. Per questo il commissario Errani ha presentato due ordinanze: la prima permette di spostare fuori dal centro attività che hanno sede in edifici «incongrui » e danneggiati. La seconda permette l'acquisto, da parte di imprese di costruzione e cooperative, di immobili danneggiati nel centro storico, che i proprietari non intendono ristrutturare. Ma non tutti sono d'accordo: «Normative fatte apposta per abbandonare i centri storici», tuona l'architetto Pier Luigi Cervellati. «Non vogliamo lasciare il centro disseminato di palazzi compromessi - ribatte Errani -, dove i proprietari non hanno intenzione di intervenire». Ieri, insieme al ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, Errani ha ribadito la necessità di ottenere per le zone rosse del sisma una fiscalità di vantaggio, per incentivare le imprese a tornare in centro. «La gestione del terremoto in EmiliaRomagnaèstataunesempio, ora bisogna utilizzare questa esperienza per una legge quadro sulle calamità naturali. Finora abbiamo speso 8 miliardi, ci impegneremo a trovare anche il miliardo in più chiesto da Errani », ha promesso il ministro ferrarese. Intanto oggi, in occasione dell'anniversario della prima scossa, sul sito della Regione sarà online un portale che permetterà di vedere che fine ha fatto ogni euro donato alla ricostruzione. Mentre stasera a Mirandola sarà proiettato il film "Tellurica", che si compone di dieci cortometraggi per raccontare dieci storie di terremoto, frutto della creatività del Collettivo Sisma Emilia.