Quarantotto tra urbanisti e intellettuali italiani hanno firmato un appello contro la realizzazione del Crescent di Salerno. L'opera, disegnata dall'architetto spagnolo Ricardo Bofill e fortemente voluta dal sindaco Vincenzo De Luca, è oggetto di forti polemiche in città. Salerno è divisa tra estimatori e avversari del Crescent. Signor Ministro, la vasta area marittima di Santa Teresa, situata tra il lungomare ed il centro storico di Salerno, è stata interessata da un intervento speculativo di enormi proporzioni che, piegando alla logica del profitto beni e peculiarità che mai dovrebbero soggiacervi, ha già determinato gravissimi danni al patrimonio tutelato. L'area, già appartenente al Demanio Marittimo, è sottoposta a numerosi vincoli conservativi tra cui per quanto di interesse del Suo Dicastero a tutte le disposizioni della parte terza del Codice dei beni culturali e del paesaggio, in quanto compresa nei 300 metri dalla battigia e perché ricadente nella fascia di 150 metri dal torrente Fusandola. Ma il rilevante interesse del luogo non è riconducibile soltanto alla presenza di beni individuati morfologicamente dal Codice. L'ambito dal quale è possibile ammirare altri siti oggetto di tutela, tra cui la costa d'Amalfi (patrimonio Unesco), il colle Bonadies, ecc. costituisce, infatti, l'inizio dello storico lungomare cittadino, vero punto di snodo tra la palazzata novecentesca, il Teatro Verdi, la Villa Comunale ed il mare. La pluralità di vincoli di tutela gravanti sull'area ne avrebbe dovuto garantire l'integrità ed il pubblico godimento. Ciò nondimeno, a dispetto della cogente situazione vincolistica, fin dal 2008 sono state illegittimamente avviate opere di tale entità da comportare la sostanziale alterazione del tratto costiero e del suo stesso skyline, determinando la perdita di irrinunciabili elementi identitari, entrati a far parte dell'iconografia tradizionale della città. Le autorizzazioni paesaggistiche - emesse dal comune in circostanze inquietanti, oggi all'attenzione della Procura della Repubblica di Salerno - sono state annullate dal Consiglio di Stato, Sezione VI. con sentenza n. 62232013 in quanto manifestamente illegittime. Esse, dunque, avrebbero dovuto essere annullate in via amministrativa, fin dal 2008 e proprio dagli organi del Suo Ministero. Ma la locale Soprintendenza, omettendo di pronunciarsi nei tempi prescritti dal Codice, ne determinò il consolidamento, peraltro adottando un inconsueto modus operandi, anch'esso oggetto di indagini. Le opere per più di un motivo sottoposte a sequestro giudiziario e realizzate a tappe forzate nonostante gli ammonimenti del Consiglio di Stato constano già della parziale costruzione di un imponente edificio privato, denominato per la sua forma planimetrica «Crescent», alto circa 30 mt e lungo circa 300 e di una smisurata piazza pubblica, sopraelevata di circa 3 mt dal livello del mare, di circa 35.000 mq., cui , nelle intenzioni del comune, dovrebbero aggiungersi ulteriori e non meno devastanti volumetrie. Per effetto del giudicato amministrativo, ulteriormente confermato dal Consiglio di Stato, Sezione VI, con sentenza n. 14722014, il Ministero da Lei diretto è oggi chiamato ad esprimersi vera nemesi storica in ordine alla compatibilità dell'intervento edificatorio con i valori tutelati dal vincolo. Le decisioni giurisdizionali cui si è pervenuti solo grazie all'impegno di associazioni, comitati e privati cittadini consentono infatti alla Soprintendenza di recuperare le conclamate omissioni del 2008 e di operare per l'esclusivo perseguimento delle proprie finalità istituzionali. Comprenderà come i provvedimenti da adottare rivestano particolare importanza. Da essi dipenderanno la sopravvivenza di ambiti aventi valore estetico e tradizionale, strategicamente rilevanti per la forma urbis e per il paesaggio costiero di Salerno, da custodire, valorizzare e tramandare integri alle prossime generazioni. Ma dagli atti che si assumeranno dipenderà anche la credibilità delle istituzioni e dello stesso concetto di legalità che - sempre - deve informare l'azione amministrativa, in special modo laddove siano in pericolo interessi e valori costituzionalmente protetti. Ed è per questi motivi che, signor Ministro, Le rivolgiamo un accorato appello perché voglia monitorare l'iter amministrativo conseguente alla pronuncia del Consiglio di Stato, al fine di assicurarne la compiuta ottemperanza e, con essa, il ripristino delle elementari condizioni di tutela dell'importante area vincolata.
Salerno. L'appello di urbanisti e intellettuali. Fermate l'ecomostro Crescent
Riassunto in 200 parole:
48 urbanisti e intellettuali italiani hanno firmato un appello contro la realizzazione del Crescent di Salerno, progetto architettonico voluto dal sindaco Vincenzo De Luca. L'opera è stata oggetto di forti polemiche in città, con Salerno divisa tra estimatori e avversari. L'area di Santa Teresa, situata tra il lungomare e il centro storico, è stata interessata da un intervento speculativo di enormi proporzioni, determinando gravissimi danni al patrimonio tutelato. L'area è sottoposta a numerosi vincoli conservativi, tra cui quelli del Codice dei beni culturali e del paesaggio.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo