«Bisogna cambiare registro. Il Comune deve riprendere in mano le redini della programmazione in città»: così Giorgio Gori, intervenendo sul capitolo «cultura». Di diverso parare Franco Tentorio, sindaco uscente, che rimanda al mittente le critiche: «In vista di Expo, ma non solo, ci sono oltre 200 iniziative programmate e la regia è tutt'altro che assente. Ed è una regia comunale». In città, molte iniziative culturali sono programmate da privati, con la Fondazione Creberg a fare la parte del leone. È necessario proseguire su questa strada, delegare visti i brutti chiari di luna di bilancio, oppure Palafrizzoni deve incrementare il suo ruolo conduttore? «Noi afferma Tentorio non abbiamo abdicato, anzi il Comune è ben presente. La Fondazione Creberg organizza, con l'Università, la grande mostra su Palma il Vecchio che nel 2015 sarà un evento traino per la presenza turistica a Bergamo, il Comune è stato lieto di sostenerla, con un ruolo in prima fila: gli spazi in cui si svolgerà sono stati messi a disposizione proprio dall'amministrazione». La mostra si svolgerà alla Gamec («L'idea era allestire tutto a Sant'Agostino, ma i tempi del cantiere lo hanno escluso da subito», afferma il sindaco), nella primavera 2015. Ed è proprio per «non creare interferenze» con l'evento sul Palma, e per rispetto «a chi lo sta organizzando», si scopre che il Comune ha fermato una possibile iniziativa parallela: «Dalla Royal Academy ci era stato proposto di portare anche qui la mostra dedicata al Moroni che, con opere anche provenienti da Bergamo, si svolgerà a Londra dal 25 ottobre al 25 gennaio. Con l'assessore Claudia Sartirani abbiamo preferito aspettare, perché l'evento si sarebbe sovrapposto, almeno parzialmente, con quello del Palma, che invece è giusto abbia l'intera ribalta». Una mostra «congelata», o forse persa. «Ma non si dica che il lavoro culturale in città non c'è». Per Gori, «il Comune deve fare di più, lavorando con i privati ma agendo sempre più in prima persona: avvenga con la Carrara, con il Donizetti». Gori si dice «scettico» su passaggio della Gamec in via Rovelli, come prevede il piano siglato con la Fondazione Banca Popolare, che pagherà l'opera: «Il rischio è che si crei ancora più divisione con la Carrara. ma ormai la strada è stata presa». Per marcello Zenoni, «va benissimo la Nuova Gamec in via Rovelli, il pubblico rispetto a quello della Carrara è diverso». Per il M5S servono però nuove iniziative, come «puntare su un festival Donizetti di rilievo europeo».