Amici di Caserta mi scrivono esasperati. Ancora una volta il cuore della città, il bene della collettività, il grande parco di Macrico (Magazzino centrale ricambi mezzi corazzati) viene fatto oggetto di cupidigia da parte di imprenditori. Lo spazio verde, che comprende ben 324.505 mq, di cui buona parte coperta da alberi e prati, fa gola a molti. In teoria si dichiarano tutti d'accordo che il parco debba restare tale, ma c'è chi lo chiama ipocritamente Parco Urbano, riservandosi la possibilità di nuove costruzioni al suo interno. E c'è invece chi chiede l'assoluta proibizione di ogni costruzione, per mantenere al centro della città un polmone verde, necessario al bene di una Caserta, i cui bambini, come è stato scritto, sono «costretti a convivere in mezzo a cave, cementifici, discariche, con un tasso di mortalità per tumori tra i più alti d'Italia». Da una parte stanno le istituzioni, sempre in bilico fra interessi privati (spesso collusi col malaffare) e gli interessi della comunità. Dall'altra, a difendere i beni cittadini c'è stato finora il coraggioso vescovo Nogaro, ci sono state le tante e tenaci associazioni di difesa del territorio, fra cui «Macrico verde» e la Associazione «Ex Canapificio». C'è la prestigiosa suor Rita che lavora da anni nella città per dare riparo alle prostitute africane. «Recentemente, il Consiglio comunale di Caserta ha approvato all'unanimità una delibera alquanto "nebulosa"», mi scrive Vincenzo Fiano. Gli chiedo cosa intenda per nebulosa e mi risponde che il Comune, pur avendo preso in considerazione le ricerche e i progetti delle associazioni cittadine, e pur avendo espresso «l'intento di escludere la realizzazione di una edilizia residenziale», lascia ancora delle porte aperte all'abuso. Da una parte si dimostra sensibile alle richieste dei casertani che si battono da anni per rendere pubblica la proprietà dell'Istituto diocesano di sostentamento del clero, ormai abbandonata, con baracche fatiscenti dal tetto di lamiera, che va in rovina. Dall'altra cerca di introdurre la possibilità di nuovi fabbricati. Il problema è che si sta per elaborare il nuovo Piano urbanistico comunale e le ingordigie degli speculatori si sono riaccese, cercando appoggi politici. I cittadini più attenti e combattivi oggi chiedono: 1) Rendere il Macrico area «non edificabile». Giorni fa c'è stata una bellissima manifestazione a cui hanno partecipato in massa le scuole medie ed elementari della città colorando le mura abbandonate. 2) Acquisire l'area, sull'esempio della Reggia di Carditello, presa a suo tempo dall'ex ministro ai Beni culturali, Bray. Per questo sono stati invitati i ministri ai Beni culturali e all'Ambiente Franceschini e Galletti: perché conoscano di persona il parco e appoggino il progetto comune. 3) Permettere, nelle costruzioni che già sono presenti nel Macrico, solo attività turistiche, culturali, sportive e sociali, co-gestite dalle associazioni. Chiedono troppo? Certamente no. Ma abbiamo visto e vediamo continuamente come sia difficile per la nostra classe dirigente capire quale sia il bene comune di una città.
Caserta. Quel parco conteso per il bene comune
Il parco di Macrico a Caserta è stato oggetto di cupidigia da parte di imprenditori che vogliono costruire edifici all'interno del parco. Le istituzioni locali sono in bilico tra interessi privati e interessi della comunità. Il vescovo Nogaro e le associazioni di difesa del territorio hanno difeso i beni cittadini. Il Consiglio comunale ha approvato una delibera che lascia aperte delle porte all'abuso, ma ha espresso l'intento di escludere la realizzazione di edilizia residenziale. I cittadini chiedono di rendere il Macrico area non edificabile, di acquisire l'area e di permettere solo attività turistiche, culturali, sportive e sociali all'interno del parco.
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