Polemica per il prato che secondo alcuni è "anti-storico". Il Comune si confronta con la SOPRINTENDENZA villetta ercole Noto. «Al momento non c'è stato nessun intervento da parte della SOPRINTENDENZA, ma se ci sarà bisogno di qualche accorgimento, interverremo in maniera serena e tranquilla». Così il sindaco Corrado Bonfanti, intervenendo per la prima volta sulla querelle dei lavori di riqualificazione del verde pubblico di Viletta Ercole. Lavori - al posto dei cespugli è stato posizionato il prato all'inglese, assieme a nuove piante aromatiche - che hanno fatto discutere e storcere il naso ad alcuni, dando il là ad un effetto dominio che ha coinvolto assessori e ex assessori, e anche alcune associazioni ambientalistiche. «L'intervento non avrebbe nulla a che vedere con le origini storiche del giardino», questo il "capo d'accusa" con il quale è stato puntato il dito contro l'attuale amministrazione. Eppure un documento fotografico dell'inizio dello scorso secolo, sembrerebbe dimostrare che in passato all'interno del giardino pubblico ci fosse il prato, e non cespugli. Piuttosto pesanti le parole delle associazioni ambientalistiche: «Tanta ignoranza - hanno attaccato - perché non si sapeva che il giardino era protetto dalla legge, perché non è stata fatta una ricerca storica e perché si è messo a dimora un idrovoro prato inglese in una zona a clima subtropicale. Ma anche tanta arroganza, perché si è operato come se fosse il giardinetto di una casa privata». Associazioni che hanno invocato l'intervento della SOPRINTENDENZA, dandolo per certo. Bonfanti, che dalle polemiche era stato fuori e continua ad esserlo, impegnato tra i diversi appuntamenti del programma dell'Infiorata, ha però replicato alle dure accuse. «Mi stranizza - ha detto - che certa gente si ritrovi cultore di tutte le norme di salvaguardia solo quando si effettuano delle migliorie, mentre quando non si interviene su qualcosa di brutto, nessuno parla. Il giardino di piazzetta Ercole merita senza ombra di dubbio tutto questo rispetto che viene sbandierato ai quattro venti. Noi abbiamo cercato di dare una sistemazione, in maniera adeguata, per ripristinare il decoro della piazza. Se qualcuno della SOPRINTENDENZA ci dirà che c'è qualcosa che non va, siamo pronti a concordare ulteriori modifiche e accorgimenti nella maniera più tranquilla che ci possa essere, seguendo le eventuali indicazioni». Rispettate o meno le origini storiche del giardino, una cosa è certa e non teme smentite. L'intervento di manutenzione era inevitabile, ma in maniera naturale ha dato nuovamente risalto a una zona del centro storico, che in passato non era stata mai troppo considerata. Ottavio Gintoli 17052014