Il museo ARCHEOLOGICO di Camarina ha svelato i suoi tesori inediti nel corso della Notte Europea dei Musei celebrata sabato scorso. Un pubblico interessato e appassionato ha potuto ammirare per la prima volta più di duecento reperti archeologici fra cui, in particolare, una decina di preziosissime epigrafi funerarie in pietra, un centinaio di reperti in bronzo tra armi greche, pesi, gioielli di epoca bizantina, e soprattutto la collezione appartenuta all'archeologo Biagio Pace. con la famosa iscrizione del medico egiziano Eudemon. L'inaugurazione dei tre nuovi settori del museo diretto dall'archeologo Giovanni Distefano, evento già di enorme interesse, si è arricchita di un'autentica chicca: il collegamento in diretta con la Glyptotek di Copenaghen da dove Jan Jacobsen ha annunciato il prestito di un prezioso sarcofago in marmo al Museo di Camarina per una mostra archeologica internazionale nell'ambito di un'ormai acclarata collaborazione col museo danese che ha ospitato, in un passato nemmeno lontano, la mostra dal titolo "Naufragio" con l'esposizione delle monete costituenti il cosiddetto "tesoro dei sei imperatori". Una collaborazione, ha precisato lo stesso Distefano che è parte integrante di un ambizioso progetto. "Camarina si avvia a diventare il "Grande Museo" con l'ampliamento degli spazi espositivi - ha spiegato -. Ciò rientra in un programma museografico molto ambizioso che nei prossimi trenta-quarant'anni, oltre a riconsiderare le attuali estensioni delle sezioni dell'archeologia subacquea e della necropoli di Passo Marinaro, comprenderà anche l'istituzione di nuovi settori quali le acquisizioni, le collezioni, l'antropologia, la cultura materiale, le attività produttive, l'edilizia privata e pubblica. Per questi ultimi settori, gli spazi esterni che saranno coinvolti nel piano museografico si salderanno con le aree archeologiche del parco fino a realizzare, appunto, il grande Museo-parco. Questo luogo si avvia dunque a rivivere la stagione della Grande Camarina e l'attivazione già ora dei nuovi settori, quello delle acquisizioni, ossia il museo tematico, le collezioni e il lapidario, seppure in maniera embrionale, sono l'antefatto di questo ambizioso progetto". Proprio la parte dedicata alla collezione "inedita" di Pace ha suscitato l'interesse del pubblico che si è molto soffermato sulle iscrizioni. Eccezionali le iscrizioni relative al medico probabilmente egiziano Eudemon, morto a 65 "beneamato, saggio e gradito a tutti", ad Artemidora "la buona" probabilmente risalente al I secolo e a Prigomenia, vissuta soli dieci anni "buona e incensurabile", quest'ultima proveniente da Comiso contrada Terravecchia, la prima da Chiaramonte Gulfi. Si tratta di epigrafi, insieme ad altri "pezzi", che si aggiungono a quelli della Collezione Pace già esposti nel museo tra i quali spicca la Lekythos attica. Merita almeno una citazione il lapidario che con la ricchezza di testi epigrafici e iscrizioni sfata l'antica idea degli studiosi secondo cui, per dirla con Paolo Orsi, "parrebbe quasi che i camarinesi del V secolo a. C. fossero analfabeti". Tra questi reperti, vale la pena soffermarsi sulle tessere in piombo. L'esposizione delle epigrafi nel lapidario ripropone per Camarina e il suo territorio, dal IV secolo a. C. fino alla tarda antichità, la storia del popolamento dell'area che il visitatore potrà conoscere attraverso le fonti epigrafiche apprendendo perfino i nomi di coloro che popolarono Camarina e i villaggi della Chora. L'evento è stato impreziosito dall'esibizione del coro "Voci iblee" diretto dal Maestro Donatella Buccheri, dalla conversazione di Giovanni Bellina su "La misura del tempo nel mondo antico" dal recital teatrale "Guerra e Pace a Camarina" (Tucidide) del Laboratorio del Teatro Classico di Camarina e del Teatro d'Arte Sicilia con la direzione musicale del maestro Giorgio Adamo e del soprano Angela Elsa Trovato, per la regia di Gianni Battaglia. 19052014