Il vicesindaco: "Nuove norme, ma sul principio nessun passo indietro" "La chiusura del chiostro era sul sito del Comune, ma ci vuole più informazione" L'INTERVISTA VICESINDACO Nardella, nuovo regolamento e prezzario. Palazzo Vecchio cambia rotta? «Sì, ma sulle regole. Sul principio niente passi indietro». Giusto affittare a privati i beni culturali? «Sì e non mi pento affatto di aver dato in concessione l'uso dei beni culturali ai privati. Perché con i soldi che riceviamo possiamo mantenere e tutelare lo straordinario patrimonio culturale della nostra città». Come userete l'affitto del 'Cappellone' e del Forte? «Per il Forte il prezzo è di 366mila euro, incluso Iva. Di questi circa 10 sono per il personale. Per il resto, 195mila andranno in restauri e investimenti nei musei, 130mila per l'Estate fiorentina e 30mila per progetti di educazione alla storia dell'arte. L'affitto del 'Cappellone' servirà a restaurare una scultura nel Chiostro dei morti e l'affresco del secondo altare della navata sinistra di Santa Maria Novella». Non è più giusto reinvestire tutto nel patrimonio? «Si possono fare entrambe le cose. Si tratta comunque di cultura. E nel regolamento che, da sindaco, porterò al primo consiglio comunale, probabilmente a luglio, ci sarà la finalizzazione obbligatoria». Nel senso? «Si dirà che i soldi incassati dai privati non dovranno mai essere utilizzati per il pareggio di bilancio. Dovranno essere destinati alla tutela dei beni culturali. E visto che concediamo ai privati il privilegio di utilizzare questi beni, intendiamo fissare un sistema di regole e un tariffario». Come già è stato fatto per Palazzo Vecchio. «Esatto. Perché non deve avvenire mai più che gli uffici facciano in modo discrezionale una trattativa sul prezzo». E come pensa di stabilire che sono giusti i 366mila per il Forte e sbagliati i 20mila per il 'Cappellone'? «Chiederemo ad un team di economisti e storici dell'arte di individuare i criteri di valutazione da seguire. E sulla base di quelli metteremo poi a punto il tariffario». Oltre al tariffario c'è il nodo delle garanzie: oltreché giusto, è anche 'sicuro' cenare sotto gli affreschi? «Per questo ci sono le soprintendenze ». Per il 'Cappellone' la soprintendenza ha dato l'okay? «Non lo so. Ho chiesto una dettagliata relazione alla direzione cultura che spero di avere lunedì. Ma ho mangiato a Melbourne nella National Gallery of Victoria. E nella Galleria dell'Accademia ci ho cenato 4 volte negli ultimi anni. La tutela del bene deve sempre essere garantita ». Senza garanzie il rischio svendita diventa reale. «Una volta garantita la massima tutela, trovo però sacrosanto che si concedano i beni culturali. Senza fare passi indietro rispetto ai tecnocrati della tutela. Certo, capisco si sia discusso del prezzo. E non vogliamo che gli uffici trattino di volta in volta un prezzo. Così non è giusto. Credo però così tanto nel rapporto pubblico- privato che intendo fare una consulta». Per chiedere soldi ai privati? «Sì, una consulta di grandi privati a cui presentare un piano di valorizzazione anno per anno. Perché le cose le dobbiamo stabilire in anticipo. E se è vero che la chiusura del chiostro era annunciata sul sito del Comune, è anche vero che di fronte a questi eventi occorrono informazioni più dettagliate». Ma era proprio necessario chiudere la chiesa? «Questo dipende dalle modalità dell'evento. Non a caso nella prima seduta di giunta farò una comunicazione: la decisione finale sul prezzo deve passare dalla giunta. Devono essere i politici ad assumere la responsabilità di scelte che attengono alla politica dei beni culturali». Gli altri candidati in effetti se la sono presa con lei. «Non accetto lezioni da chi confonde, in malafede, vicende specifiche con l'immagine di un'amministrazione che non investe in cultura. In cinque anni abbiamo speso 135 milioni e 895mila euro in investimenti, oltre alla spesa corrente».