"VI DICHIARO marito e moglie". Il fatidico sì con le onde del mare a fare da colonna sonora, oppure con vista Tevere o immersi nel verde di Villa Borghese. Magari anche nel Colosseo (dietro preventivo accordo con il Mibac e la Sovrintendenza) o allo stadio Olimpico. Ad aprire le porte di nuove e fino a oggi impensate location dove celebrare le nozze è la delibera "Sposarsi a Roma" appena licenziata dalla commissione Politiche sociali del Comune. E che, come spiega Fabrizio Panecaldo, coordinatore della maggioranza in Campidoglio e primo firmatario del testo «dovrà ora essere approvata dal Consiglio comunale, poi toccherà alla giunta elaborare un regolamento per individuare i luoghi idonei e le tariffe». Un iter per il consigliere Pd «breve visto che il documento è stato votato all'unanimità da tutti i gruppi consiliari: credo che ci vorranno poche settimane». Una «rivoluzione» ci tiene a sottolineare Panecaldo visto che «questa delibera darà il modo di aumentare il numero dei luoghi dove celebrare matrimoni e servirà anche a trovare nuove entrate e non solo per il Comune ma anche per lo Stato, basti pensare al Colosseo, un posto pregiatissimo che potrebbe ospitare pochi matrimoni ma elitari». Chissà se il Mibac coglierà l'opportunità, intanto "Sposarsi a Roma" punta a incrementare anche il numero dei matrimoni celebrati nella Capitale (lo scorso anno furono circa 8mila, circa la metà civili) con l'arrivo di stranieri attirati dalla «bellezza di alcuni luoghi unici al mondo». In questo modo, dice Panecaldo «si creeranno anche nuovi posti di lavoro e presumibilmente nuove società specializzate nel settore, una buona pratica che a livello nazionale potrebbe valere tra i 300 e i 500 milioni di euro di indotto ». Conti fin qui ipotizzati. L'unica cosa certa, per ora, è che il testo moltiplicherà i luoghi, pubblici e privati, alcuni di notevole pregio (tra le ipotesi alcune ville sull'Appia Antica con annesse chiese sconsacrate). Insomma non solo la Sala Rossa del Campidoglio, il tempietto di Caracalla o villa Lais, ma anche la Torretta del Valadier a ponte Milvio o la spiaggia di Ostia. E il primo a muoversi è stato il XV municipio. «Un mese fa abbiamo approvato un ordine del giorno nel quale chiediamo di attrezzare le sale all'interno della Torretta del Valadier per i matrimoni civili», dice Alessandro Cozza, vice presidente dell'ex XX. Lo stesso municipio che, due giorni fa, ha approvato una delibera per istituire l'albo delle unioni civili. Intanto tutte le location, una volta che la delibera sarà approvata definitivamente, dovranno essere accreditate previo avviso pubblico che il Comune dovrà emanare. «L'accreditamento si pagherà, così il Comune incasserà i soldi e allo stesso tempo darà agli operatori del settore un'opportunità in più: questa delibera dimostra che spesso sono le idee il motore economico », fa notare Panecaldo che poi, soddisfatto aggiunge: «a giorni delibereranno anche Trevignano, per i matrimoni sul lago di Bracciano, e San Benedetto del Tronto, per le cerimonie in spiaggia».