«L'IMPEGNO del Campidoglio per la pedonalizzazione dei Fori Imperiali è qualcosa di entusiasmante». Dalla voce dell'architetto Francesco Scoppola, docente di Discipline di restauro alla Sapienza, si percepisce tutta l'emozione di fronte a un sogno che comincia a diventare realtà. Un sogno che Scoppola ha coltivato con Antonio Cederna, Leonardo Benevolo, Adriano La Regina, Italo Insolera: con loro ha lavorato al progetto del grande parco archeologico dal Campidoglio all'Appia Antica. Dunque il sindaco Marino lo ha confermato: tutta via dei Fori Imperiali sarà chiusa al traffico privato e al trasporto pubblico a partire dall'estate. «È un atteggiamento molto condivisibile, mi pare. Il sindaco mette al primo posto ciò che abbiamo di unico e speciale. Roma non è una città qualsiasi. La vocazione dei Fori è questa». Ma già iniziano le critiche e le proteste per la chiusura dell'arteria e le soluzioni alternative di viabilità. «Via dei Fori Imperiali non è solo una questione di viabilità. Si tratta di riunire le cinque grandi piazze della Roma antica: il Foro della Pace, il Foro di Nerva, di Cesare, di Augusto e di Traiano. I romani andrebbero anche un po' aiutati a comprendere che il gioco vale la candela. Inoltre, a volte la viabilità alternativa può essere migliore della precedente. Per esempio: quando per il sottopassino di Castel Sant'Angelo il traffico fu deviato intorno al monumento per consentire l'isola pedonale sul lungotevere, dopo un'iniziale ostilità si capì che quella soluzione funzionava meglio». C'è anche la questione del vincolo esistente su via dei Fori Imperiali. Qualcuno dice che la strada non si può smantellare a causa di questo vincolo. «Quel vincolo in linguaggio tecnico si definisce "dichiarazione di pubblico interesse". Il ministero lo ha posto per tutelare il significato storico dell'intervento realizzato nel Ventennio. Ma questo non comporta intangibilità. Bisogna vedere qual è l'interesse prevalente. Anche il Muro di Berlino è di pubblico interesse, ma era più importante l'unificazione delle due Germanie, per questo ne hanno lasciati appena qualche decina di metri. Nel caso della strada, se ne potrebbe lasciare visibile un tracciato o un tratto». La costruzione della stazione Colosseo della nuova linea C comporterà un enorme cantiere in attività. «Ancora meglio. Approfittiamo dei lavori in corso per incoraggiare l'esperimento dell'isola, così al temporaneo disagio per gli interventi di miglioramento della mobilità si uniranno immediati benefici che anche i turisti potranno apprezzare».