L'affitto del complesso di Santa Maria Novella per un galà della banca Morgan Stanley, venerdì scorso, continua a far discutere. Il vicesindaco di Firenze Dario Nardella risponde alle polemiche nate sulla vicenda rilanciando: se i privati chiedono di usare i beni culturali, pagando, «con regole chiare si può fare. Credo anche i fiorentini siano d'accordo». Ma la «bocciatura» arriva anche dal governo: «Una chiesa non è una collocazione consona per un pranzo» dice la sottosegretaria ai beni culturali Ilaria Borletti dell'Acqua. Nardella aveva subìto attacchi bipartisan dopo che, venerdì, Tomaso Montanari su Il Fatto quotidiano aveva sollevato il caso di Santa Maria Novella (con tanto di cartello all'ingresso «chiuso al pubblico per motivi liturgici» per tutta la giornata di allestimento). «Io difendo il principio di poter utilizzare il nostro patrimonio è il ragionamento di Nardella Se utilizziamo i beni culturali, per eventi promossi da privati», le risorse che arrivano dai privati verranno «utilizzate per la città e per gli stessi beni culturali». Ovviamente, con il limite di «tutelare gli stessi beni culturali e informando i cittadini». Dall'affitto di Santa Maria Novella e del Forte Belvedere per la festa di matrimonio di Kim Kardashian e Kanye West arriveranno, sostiene Nardella, 400 mila euro (350 mila dal Forte, per Santa Maria Novella in realtà sono 20 mila, il vicesindaco ha chiesto a Morgan Stanley di raddoppiare il contributo). Dato che Nardella non vuole togliere soldi «alle scuole, agli anziani e ai disabili per trovare un modo di restaurare i beni culturali», bene che siano i privati a finanziare l'arte. Nardella parla di «polemiche elettorali»: «Quando hanno chiuso il Louvre, e la sala della Gioconda, per una sfilata di Ferragamo, a Firenze applaudivamo e ci chiedevamo perché anche noi non lo facessimo. Quando poi lo facciamo qui ci lamentiamo». Un confronto arduo: nessuno ha cenato sotto la Gioconda, i partecipanti al gala hanno visitato il museo, chiuso, a mezzanotte. Su questo, dicevamo, sono arrivate le critiche del sottosegretario Borletti dell'Acqua, ieri a Firenze per una iniziativa di Scelta civica su Europa e cultura. Borletti non è contraria a dare spazi artistici a privati, ma a 3condizioni. «Sicurezza, fruibilità e collocazione. Cioè non ci devono essere rischi per il sito utilizzato, il sito in quel momento in cui viene concesso non deve essere fruibile» alla normale attività, si devono usare orari di normale chiusura al pubblico e infine «la collocazione: una chiesa non è una collocazione adatta per un pranzo». Ma Borletti invita a «sottrarre questo dibattito allo scontro ideologico. Servono regole chiare, e come ministero affronteremo anche queste». Insomma, il rapporto con i privati non è né deve essere un tabù, dice il sottosegretario.