CASERTA Né la campagna di stampa avviata un paio d'anni fa, né il vincolo della soprintendenza sull'annessa cappella seicentesca, sono bastati a salvare la Masseria delle Cetrangole: da qualche giorno, i proprietari ne hanno avviato la demolizione. A lanciare l'allarme, l'architetto Ettore Ventrella - autore con la figlia Roberta del pregevolissimo studio sull'architettura rurale borbonica, "Reali delizie" che da anni si batte per la riscoperta e la salvaguardia del Tronco di San Benedetto (l'acquedotto progettato da Luigi e Carlo Vanvitelli tra il 1772 e il 1774, per riportare a Napoli l'acqua della cascata della Reggia), ridotto ormai ad una vera e propria cloaca. L'importanza storica della Masseria delle Cetrangole, ubicata lungo la via Appia, tra Maddaloni e San Nicola la Strada, è testimoniata da documenti d'archivio che l'associano al nome di Luigi Vanvitelli: «Il partitario (del Tronco di San Benedetto, ndr), in cambio di un regalo di 500 ducati, si impegna a far porzione dell'acquedotto dai molini di San Benedetto per insino al luogo detto la Massaria delle Cetrangole, per tutto il dì 30 di giugno di questo corrente anno». Qualche anno fa è stata sventrata nella sua parte centrale, verosimilmente al fine di aprire un varco per il passaggio dei grossi automezzi impiegati nella realizzazione di una nuova struttura all'interno. Quando scoprì lo sfregio, Ventrella inviò una nota alla Soprintendenza, per invocarne l'intervento a tutela dell'edificio. Ma il direttore regionale ai beni culturaliGregorio Angelini negò il vincolo con questa motivazione: «Lo stato di notevole abbandono e degrado del complesso non invita a decretarne l'interesse culturale, considerato che un eventuale ricorso in giudizio da parte della proprietà vedrebbe l'amministrazione presumibilmente soccombente». Salvo poi apporlo qualche mese dopo sulla sola cappella di Santa Maria delle Grazie. Per Angelini, «l'eventuale recupero dell'immobile» avrebbe dovuto «essere contemplato negli strumenti urbanistici locali, attraverso un progetto di rifunzionalizzazione che ne arresti quel degrado che un eventuale decreto di tutela potrebbe non riuscire ad arginare». Ma oggi il recupero è sfumato e la masseria viene demolita.