SASSARI. Quando è stato costruito il nuovo ospedale, l'archivio storico è rimasto nella sede di piazza Fiume e lì non era facile controllare la situazione. I quattro preziosi manoscritti recuperati l'altro giorno a Miami erano stati rubati quasi certamente in quella fase, prima del 1965. Le indagini dei carabinieri del Nucleo tutela del patrimonio culturale, guidati dal capitano Gianfilippo Manconi, non sono ancora concluse. Il recupero dei quattro volumi scritti in catalano, logudorese e italiano che risalgono a varie annate, dal 1600 al 1758, infatti ha consentito di identificare la persona che li aveva messi in vendita sul sito internet (al costo di 5mila euro ciascuno) e ora si sta cercando di scoprire chi, e in che modo, aveva trafugato i libri dall'archivio dell'ospedale. Anche se non sarà facile, e il ladro potrebbe anche non esserci più. Un lungo viaggio di oltre trent'anni in giro per il mondo che secondo alcune dichiarazioni rese agli investigatori dall'imprenditore sassarese denunciato per ricettazione (R.F. di 47 anni, da tempo e emigrato in Florida) potrebbe avere toccato prima la Svizzera e poi gli Stati Uniti. L'impressione è che i quattro volumi non siano stati portati via subito da Sassari e che solo successivamente siano «volati» all'estero. Dopo essere rimasti a lungo conservati (l'esame dei tecnici della Soprintendenza ai Beni archivistici ha confermato che sono stati tenuti perfettamente), solo di recente avrebbero cominciato a circolare negli ambienti degli «specialisti» che curano i mercati di settore e, a un certo punto, sono comparsi sul sito internet «Greatsurf» per verificare la disponibilità di eventuali compratori. L'attenzione con cui i carabinieri del Nucleo tutela del patrimonio culturale controllano i canali di commercializzazione dei beni culturali ha consentito di individuare i quattro volumi e di stabilire grazie al prezioso contributo di padre Marco Ardu, bibliotecario del Convento di Santa Maria di Betlem di Sassari che erano stati rubati dall'archivio dell'ospedale Santissima Annunziata. Una scomparsa mai denunciata alle forze di polizia, anche se scorrendo l'inventario dei documenti conservati nell'archivio storico, redatto il 30 agosto del 1965 dal segretario generale dell'ospedale, non vi era più traccia dei tre registri riferiti alla contabilità del Santissima Annunziata e del volume dell'ortolano Pietro Calafato (finito all'ospedale forse attraverso una donazione). L'operazione dei carabinieri ha messo in evidenza, ancora una volta, la fiorente attività dei ladri di beni culturali e gli intrecci esistenti tra esponenti della malavita che operano in diverse nazioni. Un fenomeno pericoloso che, in diverse zone, ormai è controllato direttamente dalla criminalità organizzata. Ed è questo come ha sottolineato il vice comandante nazionale del Ntpc, colonnello Giovanni Pastore uno degli elementi di pericolosità e di rischio esistente anche in Sardegna.
Sassari. Ora si cerca il ladro che ha rubato i volumi dall'archivio dell'ospedale
I quattro manoscritti rubati dall'archivio storico dell'ospedale Santissima Annunziata a Sassari sono stati recuperati grazie a un'operazione dei carabinieri del Nucleo tutela del patrimonio culturale. I manoscritti, scritti in catalano, logudorese e italiano, risalgono a varie annate dal 1600 al 1758. Il recupero è stato possibile grazie a un'indagine che ha identificato la persona che li aveva messi in vendita su un sito internet. L'imprenditore sassarese, denunciato per ricettazione, ha raccontato di aver comprato i manoscritti in Florida e di averli poi venduti su un altro sito internet.
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