Bufera per l'affitto a Morgan Stanley. Nardella non lo sa, s'infuria e raddoppia il conto «Oggi, 16 maggio 2014, la chiesa e il museo di Santa Maria Novella sono chiusi per motivi liturgici». Ore 15,40: una comitiva di trenta turisti russi, a Firenze per un giorno appena, rimangono delusi leggendo il cartello e trovando sbarrate le porte di una delle più belle chiese della città. Peccato che i «motivi liturgici» siano però una grande bugia. Ieri il complesso monumentale, come raccontato da Il Fatto Quotidiano, è infatti rimasto chiuso al pubblico perché affittato da 120 manager della banca Morgan Stanley per una cena esclusiva preparata dallo staff del Four Seasons nel Cappellone degli Spagnoli, che si trova nella parte civica museale di Santa Maria Novella, di proprietà del Comune. Il colosso finanziario, come previsto dal contratto, pagherà 20 mila euro, che serviranno per restaurare la scultura lapidea Imago Pietatis nel chiostro dei Morti e l'affresco raffigurante tre figure di santi nella basilica. La polemica, specie dopo il caso del Ponte Vecchio chiuso e affittato per la cena della Ferrari, scoppia di prima mattina e, con il voto alle porte, diventa subito infuocata. Come infuocata è la reazione del vicesindaco reggente Dario Nardella, non informato dall'ufficio competente (guidato da Lucia De Siervo, dirigente del settore cultura)riguardo la concessione degli spazi ai banchieri. Una figuraccia che, in piena campagna elettorale, lo ha mandato su tutte le furie. E allora prova a metterci una pezza: «Ho personalmente chiesto ai privati uno sforzo economico maggiore da parte loro e il contributo sarà di 40 mila euro, anziché i 20 mila concordati all'inizio, che serviranno per restaurare i beni già individuati e altri ancora». Tornando in merito alle polemiche sulla concessione a privati di spazi monumentali, Nardella ha poi spiegato che, non bastando le risorse pubbliche per la tutela e la conservazione delle «nostre bellezze artistiche trovo ragionevole utilizzare risorse private per valorizzare o recuperare i nostri beni culturali, chiaramente informando i cittadini». E infine: «Dopo le elezioni nomineremo un comitato di esperti che stili un congruo tariffario per ciascuno degli spazi di proprietà del Comune che è possibile affittare». Questo perché, oggi, a decidere le tariffe è la semplice discrezionalità degli uffici. I padri domenicani che gestiscono il convento, intanto, non sembrano averla presa bene: «Va premesso che Santa Maria Novella è in parte di proprietà del Comune, per quanto riguarda la parte museale, mentre gli spazi della chiesa appartengono al Fondo edifici di culto (Fec) spiega il priore Giovanni Daniele Cara Quindi noi, qui, siamo ospiti e nessuno è tenuto a chiederci alcuna autorizzazione. Se siamo rimasti dispiaciuti per la chiusura forzata? Beh, sì. Anche perché nessuno ci aveva informato nei particolari di questo evento». E altre polemiche, da destra a sinistra, non si sono fatte attendere. Per il candidato sindaco di Sel-Prc Tommaso Grassi si è «nuovamente di fronte all'uso privato di beni pubblici», quello di Fdi-An Achille Totaro parla di «svendita dei monumenti», mentre la candidata grillina, Miriam Amato, chiede «rispetto per i tesori della città». La «civica» Cristina Scaletti spiega invece: «Pensavo che il fondo si fosse toccato con la chiusura di Ponte Vecchio per gli amici di Luca Cordero di Montezemolo, ma mi sbagliavo». Unica voce in controtendenza, la candidata Ncd-Udc, Gianna Scatizzi: «Non ci vedo nulla di male, a patto che i soldi spesi vengano vincolati a spese in favore di Firenze».