Writer, il museo diffuso Padova rinasce attraverso l'arte di strada. Opere sulle facciate dei case e palazzi dei quartieri popolari per riqualificare la città. Si è concluso il progetto della crew di writer Ead (Escuela Antigua Disciples) che ha lavorato, su concessione del Comune, dipingendo le case Ater della periferia urbana. Da oggi, per circa dieci anni (in base alla tenuta dei colori), il marchio dei writer resterà indelebile insei oper, realizzate dagli artisti Joys, Made514, Yama, Orion, Zagor e Axe, opere monumentali a disposizione di tutti, residenti, cittadini e turisti. La riqualificazione artistica voluta dall'Assessorato al verde e all'arredo urbano del Comune di Padova e dall'assessore Andrea Micalizzi, grazie all'associazione Jeos si è concretizzata nel progetto Ahead. La conclusione delle opere è diventata un tour attraverso l'arte writer, organizzata dall'associazione Jeos, presieduta da Antonio Ceccagno. Dal «cubo» del Bassanello, che offre già un'anteprima dei lavori dei writer, su un autobus, diventato a sua volta opera d'arte grazie agli interventi di bombolette spray e aerografi dei writers, è partito il giro attraverso l'arte che si fa bene di tutti. La prima tappa è stata via Pizzamano, in zona Vigonovese, con l'opera «Soul migration» firmata da Axe. Il soggetto, è quello del volto di una ragazza, con i capelli coperti dal cappuccio di una felpa, che sembra far viaggiare i propri sogni sulle ali di quattro Germani Reali. «Mi piace che le mie siano opere capaci di parlare agli occhi di chi le guarda - spiega Axe - ho pensato che, in tempi di crisi, una ragazza potesse sognare di andarsene da qui, anche solo con lo spirito, ma l'interpretazione è libera». L'opera è figurativa, realista, e si inserisce nell'arredo urbano con eleganza: il segno inconfondibile del writer è la propria firma, sublimata nell'espressione della bocca del soggetto che sembra pronunciare la vocale del nome d'arte. In zona Portello, a pochi passi dalla chiesa di Ognissanti, l'insegna di via Stella diventa la targa del «bus liquido» firmato da Zagor, che ha scelto colori che si sposano con quelli delle case circostanti. Ultima tappa è in via Fratelli Carraro, in zona Ippodromo: qui l'intervento è di maggiore impatto. Le doppie pareti di due grigi condomini Ater sono diventate quattro coloratissime opere d'arte altre 24 metri firmate Joys, Made514, Yama e Orion. Le opere hanno caratteri diversi, più geometriche e spaziali quelle di Joys e Orion, più morbide e tridimensionali quelle di Made514 e Yama, ma tutte nascono e si sviluppano seguendo la firma dei writer. Una Padova riqualificata grazie al writing, sulla scia di Torino e Bologna, ma anche di capitali del writing come Berlino o Lisbona. Non è stato un caso che al tour abbia partecipato anche Ines Machado della Galeria de Arte Urbana di Lisbona che ha spiegato come siano state recuperate, grazie a lavori di writing oggi considerati dei capolavori, alcune zone degradate della capitale portoghese. Presto gli artisti padovani di Ead andranno a impreziosire con i loro lavori anche la capitale portoghese.