«Roma non ha bisogno di un nuovo brand, la città è già un marchio di per sè. La cultura e l'arte dovrebbero essere il primo "petrolio" della Capitale. Il boom di turisti? Macchè. Qui arrivano solo pellegrini, spinti dalla fede e dalla simpatia mondiale per papa Francesco». L'opinione Parla Achille Bonito Oliva «Turisti in crescita? No, solo pellegrini. E' tutto merito di papa Francesco». «Il sindaco dice che il turismo è aumentato? Ma per carità, semmai dovrebbero dirlo in Vaticano. Perché qui arrivano più pellegrini che turisti, è la fede che li muove. Gente che magari non mangia e si fa due notti in pullman per risparmiare. Davvero, l'unico artefice di questo presunto boom è papa Francesco, punto e basta». Li legge così Achille Bonito Oliva, critico d'arte e curatore di mostre, i dati sull'incremento del turismo a Roma presentati mercoledì dal sindaco Marino. Nessun merito all'amministrazione, quindi? «Macchè, e neanche ai romani. Eviterei i trionfalismi, peraltro del tutto ingiustificati, la fortuna della città è l'esplosione di simpatia mondiale per questo Papa, è lui che fa la differenza». E il Campidoglio cosa fa? Tiene la città malissimo. Un esempio, fra i mille che si possono fare? Lo scandalo dei falsi pittori di piazza Navona, che spacciano per quadri riproduzioni seriali, robaccia pure cinese. Andrebbero cacciati via, con coraggio, una volta per tutte». E che altro? «Un altro esempio? Abito in via Giulia, una strada meravigliosa realizzata dal genio di Bramante. E' piena di buche e ridotta a parcheggio continuo, nonostante i divieti. Se non si vede mai nemmeno una multa, vuol dire che chi governa la città è connivente. Per non parlare degli abusivi che vendono di tutto in qualunque angolo del centro, ma perché dobbiamo sopportarli?». L'assessore alla Roma produttiva Marta Leonori ha annunciato un nuovo brand per promuovere Roma... «Altra sciocchezza. Roma è di per sè un brand, non ha bisogno di un'immagine nuova per attirare i turisti. Il Colosseo spento, quello sì che è un brand mondiale, il peggiore possibile per questa città». Non crede che un nuovo «marchio», più moderno e incisivo, potrebbe giovare all'immagine della città? «Ma no, è alle ditte in crisi che si cambia marchio, per far vedere che sono diverse da prima, Roma non ne ha bisogno». Ma la sola bellezza può bastare? «Potrebbe, la cultura e l'arte dovrebbero essere il primo "petrolio " di questa città». E invece? «E invece vedo musei che sono senza un direttore da oltre un anno, vedo il centro completamente abbandonato all'indisciplina storica dei romani, vedo i pullman turistici di fatto autorizzati a parcheggiare ovunque, come gli orrendi camion bar, la sporcizia e le strade disastrate. C'è un lassismo ingiustificabile da parte dell'amministrazione, che coincide perfettamente con quello degli abitanti». Qual è la prima cosa che consiglierebbe al sindaco Marino? «Chiudere il centro storico alle auto private, lasciare circolare solo autobus elettrici e taxi. Certo, bisognerebbe avere il coraggio per farlo, significherebbe mettersi contro i commercianti e questa sinistra di coraggio non ne ha molto». E poi? «Servirebbe un controllo sistematico sul traffico e sull'abusivismo, non bastano gli interventi spot».