Il Satiro di Mazara del Vallo, la Venere di Morgantina, il "Trionfo della morte" all'Abatellis. Chissà cosa direbbero quelle statue e quei dipinti dal valore inestimabile se sapessero che proprio loro, i gioielli siciliani più invidiati in tutto il mondo, resteranno al buio nella notte in cui in Italia si accendono le luci dei musei. E chissà cosa diranno i visitatori che domani troveranno aperte le porte solo in venti siti, rispetto ai 108 beni culturali gestiti dalla Regione. Non c'è solo il caso Colosseo chiuso nella "Notte dei musei" che ha fatto balzare sulla sedia il ministro Dario Franceschini. Nell'Isola delle emergenze quotidiane, trovare i lucchetti ai tesori dell'arte nei fine settimana e nei giorni di festa è quasi la normalità. E il motivo sembra una beffa è che manca il personale per aprirli. Eppure nel libro paga della Regione c'è un esercito di 1.200 dipendenti assunti apposta per farlo: 800 tra portieri e custodi, più 400 operatori della società in house "Servizio ausiliari Sicilia". Peccato che già a metà anno, con la stagione turistica alle porte, abbiano quasi tutti esaurito il monte ore delle giornate festive ( fissate a un terzo di quelle feriali) per il 2014. E così domani 88 beni culturali resteranno sbarrati. Solo venti hanno trovato il personale per aprire le porte ai turisti nella notte dedicata all'arte e alla cultura. Via libera alle visite solo in venti dei 108 siti gestiti dalla Regione L'assessore Furnari: "Non posso obbligare i custodi a partecipare a un'iniziativa volontaria" Gli Mu non lavorano nei festivi lo a metà. Succede per esempio nel parco archeologico della Valle dei templi, dove resterà aperta fino a mezzanotte solo la parte orientale della collina. I visitatori potranno godersi lo spettacolo del Tempio di Giunone illuminato, ma dovranno rimandare la visita al quartiere ellenistico-romano, al poggio di San Nicola, alla necropoli, agli edifici pubblici della città antica. «Problemi di custodi, si deve garantire la sicurezza», spiegano dalla Regione. A Palermo solo la Zisa e la Palazzina cinese accenderanno le luci fino a notte. A dormire resteranno invece il capolavoro medioevale "II Trionfo della Morte" e le opere di Antonello da Messina, Domenico Gagini e Pietro Novelli custodite alla Galleria regionale di Palazzo Abatellis. Chiusi anche il museo Riso, la Cuba, Palazzo Ajutamicristo, la necropoli punica, il chiostro di San Giovanni degli Eremiti, l'ex convento delta Magione e il chiostro del duomo di Monreale. I riflettori non si accenderanno nemmeno sui mosaici della Villa del Casale a Piazza Armerina, sulla scena del Teatro greco di Taormina, sui templi di Selinunte. Certo, i più sfortunati sono i trapanesi, dove tutti i siti gestiti dalla Regione resteranno a luci spente. Solo Ragusa si distingue, aprendo i lucchetti di ben nove siti sui venti che hanno dato l'adesione alla "Notte dei musei" in Sicilia. Dall'assessorato invitano a guardare il bicchiere mezzo pieno. «L'anno scorso dice il dirigente Guido Meli i musei che avevano aderito si contavano sulle dita di una mano e non esisteva un programma articolato di eventi come adesso». Che si dovrebbe fare di più, però, è convinto il neo-assessore ai Beni culturali, Giusy Furnari: «Milleduecento dipendenti dice sono tanti solo sulla carta. In realtà, per gestire l'enorme patrimonio culturale servono più risorse. E poi va risolto l'annoso problema del monte ore di straordinario. In cantiere c'è una direttiva che verrà discussa con i sindacati e prevede una migliore pianificazione del lavoro per evitare scoperture nei momenti più caldi della stagione turistica». II portiere o il custode, insomma, ci sono ma non si vedono. «Non possiamo costringerli a aderire a un'iniziativa cui si partecipa su base volontaria», allarga le braccia l'assessore. Che fare allora? L'ultima trovata della Regione, annunciata due giorni fa, è dirottare 335 precari Asu regionali in musei e siti archeologici. Lavoratori a scartamento ridotto «perché spiegano dalla Regione lavorano solo per un numero determinato di ore e non possono essere impiegati nei festivi». Problemi sindacali e burocratici, la cui soluzione è ancora sulla carta. «La direttivadice Furnari non è ancora esecutiva. Bisogna istituire un tavolo interassessoriale con il dipartimento al Lavoro per capire come e quando far transitare questi lavoratori». Una grana, l'ennesima, per la Regione già alle prese con il blocco dei pagamenti degli stipendi. Anche i beni culturali restano ad aspettare col fiato sospeso la manovrina arenata all'Ars. (Ha collaborato Laura Nobile)