La soprintendente: "Piazze senza dignità, almeno le miglioriamo". La Grifoni replica all'associazione che aveva definito "superfluo e discutibile" il restyling di Malpighi, San Francesco e Aldrovandi "Si tratta di sistemazioni modeste, semplici e non impattanti. Non è un intervento definitivo" L'architetto Paola Grifoni, soprintendente per i beni architettonici e paesaggistici di Bologna, Modena e Reggio Emilia, è stata chiamata direttamente in causa da Italia Nostra. Che ha stigmatizzato i progetti di restyling delle piazze Aldrovandi, Malpighi e San Francesco, definiti "discutibili" e "superflui". Ma lei difende gli interventi, anche in base a un solido principio di realtà: quando mancano i fondi, il meglio è nemico del bene. Architetto Grifoni, Italia Nostra si rivolge a lei per le sue competenze di tutela del paesaggio, anche urbano. Lei cosa risponde? «Direi che delle nostre competenze queste persone non sanno che farsene, altrimenti eviterebbero certi giudizi. È chiaro che un'ottica di grande miglioramento comporta un discorso sul traffico che è squisitamente di competenza comunale, e sappiamo quali sono oggi i problemi delle amministrazioni. Io non mi sento di fare il giudice di nessuno senza aver prima valutato le condizioni generali» . Anche la sistemazione delle piazze è quindi "figlia" della crisi economica e dei tagli agli enti locali? «Si tratta di sistemazioni modeste, semplici, non impattanti, chiaramente un intervento definitivo comporterebbe un lavoro più complesso, ma se aspettiamo di avere le disponibilità economiche e i tempi per un discorso più organico non lo faremo mai. Stiamo attraversando un periodo drammatico, senza soldi le cose si fanno male e c'è sempre qualcosa di meglio. Ma non è detto che il meglio sia il grande architetto individuato tramite concorso». Le 'archistar' non sarebbero in questo caso una via d' uscita? «No, perché non avrebbero la conoscenza dei luoghi, delle persone e della storia. Per questo il fatto di fare dei concorsi produce a volte dei mostri». Parlando degli esempi che già esistono di restyling, più o meno radicali, lei oggi cosa ne pensa di Piazza Minghetti? «E' stata un'ottima soluzione, la piazza è vissuta, cosa che prima non era, non ci sono punk o spacciatori, mi sembra che i risultati siano stati dignitosi. Anche per quanto riguarda via Orefici, io la trovo gradevole, si è riqualificata. Non capisco invece l'utilità dei dehors, non hanno senso in una strada cosi piccola. Del resto quella di toglierli è stata una nostra richiesta non accettata dal Comune. Ma insomma, non possiamo entrare più di tanto nel merito di scelte dell'amministrazione». Bisogna quindi accontentarsi di piccoli interventi? «Guardi che a volte il decoro e l'attenzione farebbero già tanto, come la manutenzione. Anche una casa modesta, se pulita e ben arredata, può essere piacevole. Poi quando ci saranno le disponibilità si potrà affrontare un nuovo concetto. Ma senza soldi e senza personale si fa poco, e anche la vigilanza diventa un'impresa titanica».
BOLOGNA-La soprintendente contro Italia Nostra
La soprintendente Paola Grifoni, responsabile per i beni architettonici e paesaggistici di Bologna, Modena e Reggio Emilia, è stata criticata da Italia Nostra per i progetti di restyling delle piazze Aldrovandi, Malpighi e San Francesco. Grifoni difende gli interventi, affermando che le sistemazioni sono "modeste, semplici e non impattanti". Lei sostiene che il meglio è nemico del bene quando mancano i fondi, e che le amministrazioni locali hanno problemi di traffico e di personale. Grifoni rifiuta di giudicare le scelte dell'amministrazione, ma afferma che un'ottica di grande miglioramento comporta un discorso sul traffico, che è di competenza comunale.
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