Faccia a faccia tra tutti gli aspiranti primo cittadino al circolo Arci nel dibattito organizzato all'associazione Attivarci Insieme San Cataldo. Il "settebello" di candidati sindaci alle Amministrative del 25 maggio si è presentato martedì sera al locale circolo Arci. C'erano tutti: Beniamino Caramanna, Settimio Culora, Danilo D'Agliano, Francesco Lombardo, Giampiero Modaffari, Giuseppe Scarantino e Giuseppe Scarlata, infatti, hanno risposto all'invito dell'associazione di promozione sociale "Attivarcinsieme", alla presenza degli esponenti dei comitati di quartiere "Centro Storico" e "Bigini", delle associazioni Ads (impegnata sul fronte della disabilità), Atps (tecnici e professionisti), "Valle del Salso", oltre ad artigiani ed operatori dei servizi sociali. Si è trattato di un incontro a tema: rilancio del centro storico ed impegno nel sociale. Ad introdurre l'appuntamento è stato il segretario di "Attivarcinsieme", Giuseppe Cammarata, mentre i moderatori dei lavori sono stati i componenti dell'associazione Aldo Sollami e Salvatore Scarlata. «Con quest'incontro - ha spiegato Sollami - il nostro scopo è creare una partecipazione per fronteggiare questioni come la disabilità, condizioni sociali estreme, assistenza, banco alimentare. Agli aspiranti sindaci chiediamo di sottoscrivere un documento col quale attestino di ridurre del 50 il costo della politica, che porterebbe ad un risparmio di circa 70.000 euro, risorse da redistribuire nei diversi settori in maniera flessibile». Così Scarlata (Arci) sul centro storico: «E' necessaria una riqualificazione, che può passare da un Piano particolareggiato e da una via migliore viabilità. Servono finanziamenti ed iniziative che possano portare lavoro ai nostri artigiani. Inoltre, serve restringere i tempi burocratici per l'ottenimento delle licenze, monitorare e censire gli edifici abbandonati». Poi, i diversi interventi dei candidati. Ha cominciato Scarantino: «Serve programmare per tempo per rilanciare il centro storico. Il problema è trovare le risorse. Per questo, si possono sfruttare leggi nazionali che permetterebbero alle giovani coppie di ricevere finanziamenti a tassi d'interesse molto bassi e poi serve intercettare fondi europei. Riguardo il taglio dei costi della politica, secondo noi si può giungere fino ad un risparmio del 4-5 sul bilancio, per somme pari a 4-500.000 euro». Poi, Culora: «Io non firmerò il documento sui "tagli", perché noi rinunceremo a tutta l'indennità (circa 200.000 euro) ed abbiamo intenzione di costituire un tavolo tecnico permanente per gestire un fondo di risorse. Una volta equilibrato il bilancio, l'imposizione dovrà essere calibrata secondo il principio che chi ha di più deve dare di più. Per rilanciare il centro storico servono gli strumenti: per esempio, va rivisto l'asset dell'Ufficio Tecnico». D'Agliano: «Un sindaco deve fare sintesi, ascoltando la propria comunità e, riguardo ad una diminuzione tout court, io credo che un obbligo non nasca da un foglio di carta, ma dalla moralità di una persona. Per questo, io ho già un reddito ma non voglio campare del mio stipendio; voglio mettermi in aspettativa per essere totalmente a disposizione della gente. Sulla riqualificazione del centro storico si prenderanno decisioni concertate». Caramanna: «San Cataldo è ferma da 20 anni. Per attivarsi in centro storico non servono permessi della soPrintendenza e ciò al Comune o non lo sanno, o è una questione che si tengono in tasca! Sociale? Non me ne vogliano gli altri candidati, ma ritengo che il mio programma sia stato scopiazzato. Si potrebbe ottenere un risparmio di 15.000 euro al mese con l'eliminazione dei gettoni di presenza». Scarlata «Per il centro storico, l'idea è acquisire le abitazioni dirute o semi dirute ed affidarle a giovani coppie che possano chiedere concessioni edilizie senza fronteggiare grandi costi. Per quanto riguarda le indennità, un sindaco guadagna circa 2.000 euro al mese, un assessore 1.200. Io non voglio fare il sindaco una volta a settimana: non firmo quindi il documento, ma proporrò di diminuire le indennità, anche se certamente non si può buttare la propria famiglia sul lastrico». E Modaffari: «Gli strumenti ci sono e basta saperli mettere in atto. Per esempio, abbiamo già un piano particolareggiato, ma è assolutamente obsoleto, tant'è che non si possono prevedere interventi di natura eco-sostenibile. Dal canto nostro, noi abbiamo già in cantiere una proposta di regolamento, che prevede delle agevolazioni sulla Tari, riduzione dell'Imu e della Tosap. Sul sociale, è nostro intendimento prevedere un apposito capitolo da 25.000 euro annui per costituire un laboratorio di progettazione sociale». Infine, Lombardo: «Sui tagli alle indennità, noi abbiamo già previsto una riduzione del 30, con risorse da riversare su diverse aree di obiettivi. La sburocratizzazione è una cosa fattibile a costo zero, investendo nella formazione per utilizzare la rete piuttosto che sugli sportelli. Inoltre, non siamo per gli espropri, ma per la concertazione coi privati su come utilizzare gli spazi». 15052014