Il Tribunale del lavoro di Messina ha sospeso il provvedimento con il quale l'Amministrazione regionale dei Beni culturali aveva nominato l'architetto Fulvia Caffo a sovrintendente di Catania Il Tribunale del lavoro di Messina ha sospeso il provvedimento con il quale l'Amministrazione regionale dei Beni culturali aveva nominato l'architetto Fulvia Caffo a sovrintendente di Catania. L'ordinanza dei giudici di Messina emessa il 2 maggio scorso e depositata l'8, è stata decisa su un ricorso presentato dall'architetto Salvatore Scuto (ex sovrintendente di Messina) che aspirava a ricoprire l'incarico di Caffo. Tutto parte da un primo ricorso di Scuto, proposto il 26 novembre scorso, contro l'assessorato regionale dei Beni culturali contro l'assegnazione dell'incarico di sovrintendente di Catania all'arch. Caffo. Per Scuto, l'Amministrazione regionale non aveva comparato il suo curriculum e quello della Caffo, non aveva tenuto conto della maggiore anzianità di servizio da lui posseduta né avrebbe considerato la specializzazione in beni culturali e ambientali e del maggior numero di incarichi apicali da lui ricoperti. Tutte tesi rigettate dal giudice del lavoro di Messina con una prima ordinanza del 29 gennaio 2014. Quella stessa ordinanza che è stata impugnata da Scuto e stavolta parzialmente accolta dai giudici della sezione lavoro del Tribunale di Messina (presidente D'Uva, nel collegio Cannizzaro e Di Bella). Per i giudici, «avendo entrambi i candidati conseguito valutazioni altamente positive, quasi sovrapponibili, salvo che per il maggior punteggio complessivamente attribuito allo Scuto in relazione ai risultati conseguiti in precedenza, il dirigente generale avrebbe dovuto esplicitare i criteri e le ragioni poste a fondamento della scelta della Caffo, quale dirigente ritenuto maggiormente idoneo all'incarico presso la sovrintendenza di Catania». I giudici hanno precisato, inoltre, citando una sentenza della Cassazione che «la previsione di elementi su cui fondare la selezione, non implica un automatismo della scelta, ma solo una scelta vincolata a determinati criteri, la cui valutazione è pur sempre rimessa al datore di lavoro, alla quale non può sostituirsi il giudice». Cosa comporta adesso quest'ordinanza? L'assessorato regionale dei Beni culturali dovrà «rinnovare la procedura di conferimento dell'incarico» all'architetto Caffo, facendo «una corretta applicazione dei parametri normativi e dei criteri di massima, sia nella valutazione dei titoli e dell'anzianità di servizio, sia nell'indicazione dei motivi posti a fondamento della scelta». «Non ho ancora ricevuto alcuna comunicazione da parte della mia Amministrazione - ha commentato la sovrintendente Caffo - cosa che rende efficace l'ordinanza. per me la partita non è chiusa e, del resto, il Tribunale di Messina aveva già rigettato una prima volta il ricorso presentato dall'arch. Scuto. Abbiamo entrambi titoli alti che si sovrappongono con punteggi molto alti. So di essere un dirigente di 2 fascia con anzianità nel ruolo fin dagli Anni Ottanta ed ho una posizione organizzativa che non può non essermi riconosciuta. Mi aspetto di conoscere le determinazioni dell'Amministrazione». 15052014