"C'è un vincolo che ha più di 70 anni: la ratio è di determinare delle regole" "In quel decreto avevamo tenuto conto di alcune osservazioni del Comune" IL TAR ha accolto il ricorso del Comune contro il decreto della soprintendenza di vincolo indiretto per piazza Plebiscito "per il profilo di eccesso di potere", ma la disfida non è finita. Probabile che gli uffici dei Beni culturali impugnino ora al Consiglio di Stato. Il sindaco de Magistris ha annunciato la "soddisfazione per un risultato importante", parlando di "ingiustificato ostacolo all'utilizzo dei beni comuni" e alla "valorizzazione di una piazza spenta", aggiungendo che si è "perso tempo inutilmente". Negato quindi, per ora, dopo il ricorso contro la direzione regionale dei Beni culturali e la soprintendenza ai Bappsae firmato dal dirigente dell'avvocatura comunale, Fabio Ferrari, il vincolo indiretto che vietava soprattutto l'uso commerciale. La sentenza annulla solo "la parte del provvedimento relativo allo spazio antistante l'emiciclo della chiesa e quello necessario per le manifestazioni". «Su piazza Plebiscito - replica il direttore generale Gregorio Angelini - c'è comunque un vincolo ope legis, perché ha più di 70 anni. La ratio di quel vincolo indiretto era di determinare delle regole, per evita- re sia un'eccessiva discrezionalità della soprintendenza, sia un uso non consono al rispetto del luogo. Ora - prosegue Angelini - il suo venire meno non cambia la sostanza delle cose. Con la nostra avvocatura valuteremo un ricorso al Consiglio di Stato. In questo momento le regole non sono più note e pubbliche». E aggiunge: «Noi pensiamo che siano preferibili delle regole, possibilmente condivise, ma chiare, e non arbitrarie. Io spero che come sta avvenendo per esempio con il lungomare, ragionando sul piano tecnico si trovino le soluzioni. Sta accadendo per la metropolitana in piazza Municipio e il dialogo non deve venire meno. Sappiamo che i beni pubblici vanno utilizzati: il problema è farlo con giudizio». E sul tempo perso lamentato dal sindaco: «Non è così, il dibattito ha fatto anche in qualche modo schierare la città a favore e contro. Non vorrei vedere piazza Plebiscito sommersa di bancarelle. Ma se piace così... ». Poi Angelini annuncia una collaborazione agli interventi di riqualificazione: «Nella programmazione dei prossimi fondi vorrei che ci fosse un progetto importante per l'area che va da piazza Municipio a piazza Plebiscito. Ora partono i lavori a Palazzo Reale, ma non vogliamo trascurare il Maschio Angioino e la sistemazione della piazza: vogliamo cooperare per l'area archeologica e dare una mano per l'illuminazione del Plebiscito». ( stella cervasio)