LA COLLETTA PER COMPRARE L'ISOLA FALLISCE A QUOTA 160 MILA Poveglia, l'isola nella laguna veneta messa all'asta, vale 513 mila euro e se l'è aggiudicata per 99 anni un imprenditore veneto. Rimasto sconosciuto fino alla chiusura della "svendita" telematica, ieri ha convocato una conferenza stampa e si è presentato: Luigi Brugnaro, presidente di "Umana Holding" ed ex presidente di Unindustria Venezia. La sua offerta, in un'asta senza rilanci, ha battuto quella di 160 mila euro presentata dal Comitato "Poveglia per tutti", raccolti da quattromila cittadini veneziani. Ora il Demanio ha un mese di tempo per valutare l'offerta, ma le "è inaccettabile che l'isola venga privatizzata al costo di un monolocale in centro a Venezia" ha commentato il consigliere comunale Sebastiano Bonzio. "Non ci sarà alcuna speculazione e Poveglia sarà sempre aperta a tutti - ha però assicurato Brugnaro -. Sono intervenuto solo perché volevo che l'isoletta rimanesse veneziana, mostrando al mondo che la città non ha bisogno di un ricco straniero per costruire il suo futuro". Il demanio adesso ha un mese per valutare l'offerta, ma l'acquisto dell'isoletta di 7 ettari in mezzo all'acqua ha una controindicazione: i vincoli del bando d'asta impongono la spesa obbligatoria di almeno 20 milioni di euro per sistemare i 18 edifici presenti sull'isola. Restauri da fare entro un tempo prestabilito, pena l'invalidazione dell'asta. "Io ho già qualche idea, ma tendo la mano al Comitato: mi confronterò con loro e con tutti i cittadini di Venezia", ha detto Brugnaro. Il Comitato però spera ancora che l'offerta venga rifiutata: "Se non fossero considerati sufficienti i 513 mila euro si riaprirebbe tutto. Abbiamo deciso di non rilanciare - ha detto Lorenzo Pesola - per non aumentare il prezzo dell'isola, ma è impensabile che il Demanio svenda così uno dei tesori della laguna". Poveglia ha ospitato fino ai primi anni '70 un ospedale geriatrico e, quando anche l'ultimo custode se ne è andato, l'isola è diventata meta di uscite fuori porta, grigliate e passeggiate, e qualcuno ha anche improvvisato la coltivazione di orticelli. Almeno secondo le prime intenzioni del probabile futuro proprietario, comunque, i veneziani potranno continuare a passare a Poveglia le proprie domeniche.