Non hanno fatto i conti con la legge siciliana, che prevede l'inedificabilità assoluta entro 150 metri dalla battigia, gli architetti che hanno messo la firma al complesso turistico che Rocco Forte intende costruire tra Sciacca e Ribera, il Verdura golf e spa resort. E così, dopo aver superato tutti i passaggi politici e burocratici, dopo avere firmato il contratto di localizzazione, il progetto di sir Rocco Forte è incappato sul vincolo di impatto ambientale, sollevato dall'assessorato regionale territorio e ambiente. Nei progetti dell'imprenditore italo-inglese, proprietario di 11 hotel tra i più prestigiosi d'Europa, la struttura ricettiva prevista tra Sciacca e Ribera sarà il più grande luxury resort del Mediterraneo. L'area che ospiterà il nuovo complesso ha una superficie di circa 230 ettari. In particolare verranno realizzate delle strutture alberghiere a cinque stelle per 200 posti letto. Come Rocco Forte aveva anticipato a MF Sicilia lo scorso luglio, infatti, non sarà un unico blocco, ma strutture più piccole, in modo da limitare l'impatto ambientale. Agli immobili si aggiungono due campi da golf regolamentari (da 18 buche ciascuno) e un campo pratica (da nove buche). Previsti anche un centro benessere con 16 stanze dedicate alla cura del corpo, un centro congressi, ristoranti di lusso, piscine, campi da tennis e una scuola alberghiera. La ricostruzione virtuale è visionabile su www.rfhotels.com. dove tra l'altro si legge che i lavori, che devono ancora iniziare, saranno conclusi entro il 2007. Una previsione che, stando alle ultime notizie, sembra però azzardata. Soprattutto adesso. Le difformità, infatti, sarebbero tante. Quella principale sarebbe però costituita dal progetto che prevede la realizzazione di due ristoranti entro i 150 metri dalla battigia. Un aspetto tecnico che potrebbe determinare, secondo le pessimistiche previsioni di Legambiente, addirittura la bocciatura del progetto e, nel migliore dei casi, la sua ritardata approvazione. L'unica via d'uscita sarebbe quella di rivedere il progetto. Ma al momento da Londra arriva un secco «no comment». Questa, comunque, non è l'unica perplessità che il progetto ha sollevato: «nella zona», spiega il presidente regionale di Legambiente, Mimmo Fontana, «c'è un reticolo idrografico che alimenta tutta una serie di zone umide retrostanti la duna, che servono a rifocillare gli stormi di uccelli che arrivano in Sicilia». «Il progetto di Rocco Forte», continua Fontana, «cala invece dall'alto i campi da golf, distendendo un grande tappeto sopra le zone da preservare, senza considerare ciò che rimane sotto. Questo significa cancellare il Sic, sito di interesse comunitario». «Senza fare valutazioni di ordine estetico», conclude, «ci troviamo di fronte a un sito che ha un ecosistema importante, che va protetto. Per questo sosterremo un progetto che renda compatibile la presenza di un campo da golf con un Sic». Nasce tra mille perplessità, dunque, quello che dovrebbe diventare il terzo polo turistico siciliano, che, tra l'altro, secondo le previsioni, porterebbe a 350 nuove assunzioni e oltre un migliaio nell'indotto. L'investimento è imponente. Secondo le cifre ufficiali, si parla di 130 milioni di euro. Di questi, 35 milioni di credito a fondo perduto, ottenuti tramite il ministero per le attività produttive. Il contratto di localizzazione, che ha permesso l'accordo, è uno strumento che semplifica e accelera il processo d'insediamento di imprese estere in Italia. Stipulato tra Sviluppo Italia (che entrerà nel capitale della società con un massimo del 30), ministero delle attività produttive, ministero dell'economia e delle finanze, enti locali e imprese, garantisce all'investitore disponibilità di infrastrut-ture ed erogazione di incentivi.