Priolo. Ieri è stata riaperta ai visitatori, dopo un lungo periodo di chiusura, l'area archeologica di Thapsos, che si trova sulla penisola di Magnisi. «La riapertura - ha detto la soprintendente ai Beni culturali Beatrice Basile - è stata resa possibile grazie alla fruttuosa collaborazione fra soPrintendenza, Comune di Priolo ed Enti privati. In particolare le ditte Erg ed Isab che si sono fatte carico della manutenzione straordinaria dell'area e del piccolo antiquarium. Purtroppo, dopo due anni che il sito è rimasto chiuso, e non so spiegarmi il motivo, ci sono voluti interventi di pulizia straordinaria per recuperare l'agibilità dell'area, per la sistemazione dei sentieri, per la riapertura del piccolo antiquarium e per il ripristino delle recinzioni. Inoltre, in tempi brevi verrà abbattuto l'ecomostro dell'ex Espesi, ubicato sull'istmo della penisola di Magnisi e verrà recuperata una parte della struttura il cui utilizzo sarà deciso in una seconda fase». L'associazione culturale Koinè di Priolo curerà con i propri soci l'attività didattica per le scuole che ne faranno richiesta e collaborerà con il personale della soPrintendenza, a titolo volontario e gratuito, per assicurare la fruibilità. Torna così a vivere quello che, insieme con Pantalica, è uno degli insediamenti preistorici più famosi della Sicilia. Questi primi interventi, come ha fatto rilevare l'archeologa Beatrice Basile, fanno parte di un progetto più ambizioso, inquadrato in una più generale riqualificazione dell'area, che sarà collegata, anche via mare, in modo più stretto ai punti nodali del turismo archeologico del territorio. Qui, iniziò la nostra civiltà, e qui è continuata, fino ad oggi, dove insiste uno dei più grandi insediamenti industriali di tutta Europa. Il primo intervento che è stato fatto è stato quello di rendere visibili le zone dove si trovavano i resti delle capanne preistoriche, che si trovano ancora in discreto stato di conservazione. «D'accordo con la sovrintendenza ai beni culturali - ha detto il sindaco Antonello Rizza - verrà riproposta un'area destinata a laboratori pratici di scavo archeologico, oltre ad allestire all'ingresso del sito archeologico, una mostra di riproduzioni di alcuni oggetti ritrovati nell'area archeologica di Thapsos. Un modo per far rivivere un luogo che costituisce una delle più preziose testimonianze dell'antichità, con i suoi insediamenti che risalgono all'età del bronzo. Il lavoro di sinergia tra l'amministrazione comunale e la soPrintendenza ai Beni culturali punta su un turismo sostenibile e indirizzato in modo particolare alle scuole e ai più giovani». P. M. 12052014
SICILIA - Priolo, l'area archeologica riaperta ai visitatori. Thapsos, il fascino dell'antico
L'area archeologica di Thapsos, sulla penisola di Magnisi, è stata riaperta ai visitatori dopo un lungo periodo di chiusura. La riapertura è stata resa possibile grazie alla collaborazione fra soPrintendenza, Comune di Priolo e Enti privati. La manutenzione straordinaria dell'area e del piccolo antiquarium è stata curata dalle ditte Erg e Isab. Per recuperare l'agibilità dell'area, sono stati eseguiti interventi di pulizia, sistemazione dei sentieri e ripristino delle recinzioni. Inoltre, verrà abbattuto l'ecomostro dell'ex Espesi e verrà recuperata una parte della struttura.
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