La strada per la nascita della Fondazione Sant'Elia è irta di ostacoli, con 200 emendamenti che il centrosinistra ha presentato contro 1'approvazione dello statuto. E il presidente Musotto, che sul progetto Guggenheim a Palermo non intende arretrare di un passo, annuncia che, se la fondazione non decolla, è già allo studio un percorso alternativo per accelerare i tempi e perfezionare per altra via l'accordo con la Solomon R. Guggenheim Foundation di New York. La Provincia, risponde cosi al fuoco di fila delle critiche del1'opposizione sul museo "fantasma" e sulla fondazione "inconsistente", ricordando che il protocollo sottoscritto il 3 marzo 2003 con la Fondazione Peggy GuggenheimdiVenezia (la copia del protocollo solo dieci giorni fa è stata mostrata ai consiglieri ndr) è stato superato da un nuovo accordo in via di definizione, esclusivo e diretto, con la casa madre, ovvero con la direzione di New York del Guggenheim, maturato dopo la visita del direttore Thomas Krens a Palermo. «L'accordo dice Bernardo Mattarella, che a nome del centrosinistra chiede il ritiro della delibera in Consiglio provinciale se è in via di definizione, ancora non esiste e nessuno lo conosce. L'operazione è solo velleitaria e confusa». «L'accordo con New York invece esiste, eccome se esiste replica a muso duro Musotto Da quattro anni perseguo questo obiettivo e non ho mai avuto tentennamenti. Un progetto straordinario come la nascita del Guggenheim solo a Palermo poteva incontrare difficoltà di carattere politico, finanziario e progettuale». Il presidente della Provincia ha dato incarico al suo staff di trasformare la delibera sulla fondazione in un nuovo atto amministrativo. E spiega così 1'urgenza di approvare lo statuto del nuovo ente. «I 600 mila euro che abbiamo ottenuto dal governo dovevano passare attraverso la nascita di una fondazione, creata per gestire il rapporto contrattuale della Provincia con il Guggenheim di New York racconta Così ho detto: costituiamo questa fondazione. E apriti cielo. Si è riversata una pioggia di emendamenti contro uno statuto di sole 180 parole». Per analizzare i 200 emendamenti allo statuto, in Consiglio provinciale sono previste almeno sette sedute. Musotto, per giustificare la chiusura di Palazzo Sant'Elia e i ritardi nei lavori, spiega ehe le opere sono state concordate con il Guggenheim: «Sono previsti standard museali per i quali ci vogliono innumerevoli nulla osta». I Ds ribadiscono intanto il loro parere contrario alla costituzione della Fondazione Palazzo Sant'Elia «la cui funzione sostanziale affermano e quella di privatizzare i beni monumentali, artistici, culturali e ambientali della Provincia di Palermo». Il capogruppo Ds Vincenzo Badalì, componente della commissione cultura, e i consiglieri Rosario Bonomo e Cettina Balistreri, puntano il dito sullo sperpero di denaro pubblico e su uno stanziamento di seicentomila euro da parte del governo «finalizzato al funzionamento di una fondazione ehe non esiste». I Ds contestano la regolarità contabile dell'atto deliberativo che, per laparte economica, fa riferimento ad impegni assunti in esercizi finanziari precedenti, privi di copertura finanziaria. La Margherita presenterà invece un'interpellanza sui fallimenti della Provincia nella gestione e programmazione dei beni culturali. Elenca il consigliere Alessandro De Lisi: «Il chiostro di Cefalù è stato restaurato a metà, Palazzo Pottino, a Petralia, è chiuso malgrado un restauro finanziato. Palazzo Fernandez è stato riaperto senza la presenza del direttore dell'Accademia e degli studenti. Palazzo Sant'Elia è sempre chiuso e il Loggiato San Bartolomeo non è agibile. Musotto venga a relazionare con urgenza in aula».