SFRATTO "esecutivo" immediato. Dopo il crollo del tetto nel quarto cortile di sud-est, l'Aeronautica se ne va da Caserta, lascia la Reggia vanvitelliana con una scia già consistente di polemiche. D'accordo - e non poteva essere diversamente - il ministro Dario Franceschini e il soprintendente Vona, contrario il sindaco di Caserta, Pio De Gaudio, che invoca «una progettazione chiara e una forte assunzione di responsabilità da parte del Mibact », perché, spiega, «è dannoso allontanare dalla Reggia chi da sempre manutiene i due terzi del palazzo con costi pari a un decimo del budget originario del ministero». A giorni il sopralluogo congiunto dei due ministri, Franceschini e Roberta Pinotti: la decisione ha colto tutti di sopresa. I piani di Franceschini per il complesso vanvitelliano vanno in direzione diversa, come ha annunciato ieri mattina al convegno milanese "Finanziare la cultura". «Ho raggiunto un accordo con il ministro della Difesa: l'Aeronautica abbandonerà presto la Reggia di Caserta». E ha spiegato: «In questo momento solo il 20-25 per cento della Reggia è destinato al museo, il rimanente 80 per cento è utilizzato in altro modo: dall'Aeronautica, dalle strutture della polizia, da abitazioni private. E non esiste una conferenza di servizi, una sorta di assemblea di condominio». Condòmini che non si parlano e se sprofonda un tetto nessuno lo sa o lo riferisce ad altri. Effettiva- mente, il fatto è grave per un monumento Patrimonio dell'umanità dell'Unesco. Secondo Franceschini è quindi urgente dar vita a una «norma che consenta un'unica autorità di gestione superiore alle altre. La situazione della Reggia è il simbolo di quello che il Paese potrebbe fare». L'obiettivo, dicono al Collegio Romano, è trasformare l'intero complesso in museo e sede di attività culturali. I prossimi sfratti saranno dunque agli altri "condomini", come la Scuola della Pubblica amministrazione. «Cosa posso dire? Sono contento», è il commento del soprintendente al Polo museale di Napoli e Reggia di Caserta, Fabrizio Vona, all'annuncio del ministro. Il sindaco di Caserta però teme che alla pars destruens non segua la construens: «La rinascita della Reggia non passa attraverso la liberazione della "parte enorme occupata dall'Aeronautica". Serve un progetto che coinvolga la città, che non tolga risorse dall'economia del territorio già da tempo in crisi. Franceschini - conclude Del Gaudio - evidentemente è male informato, con il ministro Pinotti non compia questo errore imperdonabile. Invito il sottosegretario alla Difesa, Gioacchino Alfano, a scongiurare questo pericolo». La perdita non è sull'affitto per l'Arma azzurra infatti non è previsto canone - ma per la manutenzione soprattutto dell'ala ovest, dove ancora risiede parte della scuola (un'altra parte, invece, si è già spostata nel nuovo edificio presso l'ex eliporto). Delusione anche alla Scuola Specialisti dell'Aeronautica, che ha sede nell'ala ovest della Reggia: «Se sarà questa la volontà statale - ha dichiarato il comandante, colonnello Veniero Santoro - sarà un peccato per il territorio, con ripercussioni sia dal punto di vista economico che sociale ». Il ministro Pinotti, però, non è intenzionata a spostare da Caserta l'Aeronautica militare: «Ha conservato in maniera certamente decorosa gli spazi che attualmente occupa. La sua presenza ha contribuito alla salvaguardia del sito. Con l'Aeronautica saranno verificati e pianificati i tempi e i modi per liberare struttura, affinché sia garantito il rispetto delle funzioni. Ma mantenerla a Caserta è un impegno che la Difesa intende assumere, comprendendone l'importante valore come risorsa del territorio».