TRENTO «Un centro musica all'ex mensa del Santa Chiara e luoghi di cultura e musica al posto dei negozi sfitti alle Albere». È la proposta di Udu e Stazione Futuro. Per il movimento giovanile parla la segretaria Francesca Ferrari che sintetizza il citylab di domenica. «La politica ha fatto poco finora», dice. TRENTO «Riusare gli spazi rimasti inutilizzati quali l'ex mensa del Santa Chiara o i negozi e gli appartamenti del quartiere delle Albere per fare cultura e musica». È la proposta emersa domenica nel corso del laboratorio cittadino sulla movida in città organizzato da Udu e Stazione futuro al Centro teatro di viale degli Olmi. Un documento programmatico sarà pronto entro la fine della settimana e sarà trasmesso dagli organizzatori all'assessore comunale Robol e al presidente della Provincia Rossi. Intanto Francesca Ferrari, segretaria del movimento Stazione Futuro, anticipa i principali temi che gli oltre 150 protagonisti del laboratorio sottoporranno alla politica. Francesca Ferrari, come è nata l'idea di un citylab dedicato al divertimento, alla musica e alla vita culturale serale in centro? «Come studenti abbiamo partecipato a molti incontri che di fatto sono stati usati solo come momento di sfogo, per lamentarsi dei problemi senza concludere niente. L'idea di un laboratorio cittadino è nata dal desiderio di capire cosa fare in concreto per la vita cittadina e la movida, anche se non ci piace chiamarla così». L'assemblea è stata strutturata su quattro temi. Sono emerse delle proposte? «I presenti si sono iscritti a quattro workshop dedicati alla comunicazione degli eventi, al tema delle infrastrutture, ai regolamenti e alla cultura ed eventi culturali. Le proposte emerse saranno contenute in un documento che sarà pronto entro la fine della settimana e che consegneremo all'assessore Andrea Robol e al governatore Ugo Rossi. Per quanto riguarda la comunicazione abbiamo pensato alla possibilità di creare una piattaforma, magari online, sulla quale riportare i singoli eventi, con un link per per eventuali approfondimenti. Si tratterebbe di una sorta di agenda online consultabile da chiunque voglia decidere cosa fare la sera. Sulla forma che potrà assumere quest'idea, che dovrà prevedere un filtro all'ingresso, ci confronteremo presto». Per infrastrutture e regolamenti, invece, quali sono le proposte? «Sarebbe importante poter mettere a disposizione di chi voglia organizzare qualcosa gli spazi inutilizzati. All'ex mensa del Santa Chiara, ad esempio, si potrebbe fare un centro musica. I negozi e gli appartamenti sfitti del quartiere fantasma delle Albere potrebbero essere adibiti alla musica, alla cultura e agli eventi con un canone calmierato. Per quanto riguarda i regolamenti durante l'assemblea abbiamo parlato della proposta di uno sportello per agevolare gli artisti (Corriere del Trentino di domenica), ma ancora più fondamentale è capire come modificare la regola che stabilisce quanti decibel può fare un locale o quella relativa agli orari di chiusura». Il riferimento è alle vicende che hanno riguardato la Cantinota e l'Elysee? «Sì, abbiamo anche parlato di queste vicende per capire cosa non vada. Parliamo di locali insonorizzati che sono stati costretti a chiudere. Il problema in questo caso è la mentalità: questi problemi possono essere superati con il dialogo e la collaborazione con i residenti. Anzi, il nostro è un invito al confronto rivolto proprio a loro. Al laboratorio di domenica abbiamo invitato anche il comitato della Portèla, purtroppo però assente». All'incontro di domenica hanno partecipato anche il sindaco e gli assessori Robol e Castelli. Come giudicate la gestione della questione della movida? «La politica sta facendo poco per risolvere la questione, molti sono stati gli incontri in passato in cui si è parlato molto e concluso poco. Ora speriamo in un maggiore impegno». Al vaglio c'è anche la proposta di una rappresentanza degli studenti in Aula a Palazzo Thun. «Speriamo la proposta vada in porto: ci permetterebbe di metterci in gioco e di far sentire di più la nostra voce».