I protagonisti della vita culturale del Paese si sono riuniti in città per il convegno sui «finanziamenti alla cultura» organizzato dall'associazione Priorità cultura di Francesco Rutelli. Politici, amministratori, economisti, storici dell'arte e associazioni erano fianco a fianco, ieri, con gli studenti della Bocconi, della Bicocca e dello Iulm nella sala del Franco Parenti per sette ore abbondanti di convegno e una poliedrica discussione incentrata sulla dialettica tra pubblico e privato nella gestione della cultura italiana, intervallata da un pranzo in pompa magna nel foyer del teatro. Obiettivo dell'incontro, la preparazione di un documento da inviare al governo per far partire un circolo virtuoso in grado di mettere finalmente a reddito quello che dovrebbe essere un investimento strategico per il Paese: il patrimonio culturale. Un concetto sottolineato anche dal viceministro dell'Economia, l'ex assessore al Bilancio del Comune, Luigi Casero, ultimo a parlare in mattinata (sul «necessario utilizzo di risorse private») dopo l'attacco frontale di Vittorio Sgarbi alle «schifezze dell'Expo che coprono i monumenti», in riferimento al«gate» davanti al Castello in piazza Cairoli. Tra gli intervenuti anche Giulia Maria Mozzoni Crespi e Andrea Carandini del Fai, Fedele Confalonieri, Severino Salvemini e Salvatore Settis. In sala, c'erano anche Piergaetano Marchetti, Sergio Escobar, Sandrina Bandera, Caterina Bon Valsassina, Davide Rampello, Stefano Boeri e Carla Fracci. «Un'occasione unica di confronto» ha commentato alla fine Rutelli. Ad ascoltare ogni istanza, il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, che ha visitato la piscina di via Botta con la «padrona di casa», Andrée Ruth Shammah.
Milano. Patrimonio culturale. Appello al governo Investimento strategico
Ieri, a Milano, si è tenuto un convegno sulla gestione della cultura italiana, organizzato dall'associazione Priorità cultura di Francesco Rutelli. I protagonisti della vita culturale del Paese si sono riuniti con studenti delle università di Milano per discutere sulla dialettica tra pubblico e privato nella gestione della cultura italiana. L'obiettivo dell'incontro è la preparazione di un documento da inviare al governo per far partire un circolo virtuoso che metta a reddito il patrimonio culturale italiano. Tra gli intervenuti ci sono stati politici, amministratori, economisti, storici dell'arte e associazioni.
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