LA PIÙ bolsa retorica del volontariato "a gratis" dopo anni di sperpero consumato sotto gli occhi dell'impassibile assessorato, sul quale però si è posto l'occhio della Corte dei conti. Ma se è vero che nell'ultima manovrina la Regione ha ridotto i finanziamenti del Massimo e dimezzato i fondi della Foss sì da permettere solo il pagamento degli stipendi sino a giugno, l'insistenza sulla retorica del volontariato appare una miope strategia diversiva per declassare la produzione culturale. Viste la situazione finanziaria della Foss che si è andata incancrenendo per via di scelte sbagliate o inopportune delle passate gestioni, e le scarse prospettive di un incremento di fondi, il commissario avrebbe dovuto fornire una risposta diversa puntando, suggerisco, strategicamente a una generale ristrutturazione dell'offerta musicale siciliana. Risposta politica che Crocetta non può delegare al suo capo di gabinetto, che è curiosamente commissario part-time della Foss. Se questo è lo stato delle cose, Crocetta e il suo commissario hanno davanti due strade da percorrere. La prima riguarda la ricerca delle responsabilità. La signora Grasso, appena insediata, ha affermato che la Foss è insidiata dalla mafia. Asserzione grave, che spero la Procura della Repubblica vagli attentamente. La seconda riguarda invece la possibile ristrutturazione dell'offerta musicale. Credo che sia tempo ormai, per quanto doloroso possa sembrare, di immaginare una fusione tra il Massimo e la Foss. Dopo avere sfrondato il personale burocratico, l'unione tra le due orchestre permetterebbe un rafforzamento dell'organico per la stagione lirica e la creazione di una Filarmonica di eccellenza da affidare a un direttore davvero di prestigio. È un modello alto che consentirebbe una qualificazione della programmazione lirica e sinfonica con accesso a un repertorio che preveda grandi organici. La Filarmonica potrebbe così diventare un marchio discografico, aprendo la via a un incremento in autonomia di risorse diverse da quelle pubbliche. Ma la ristrutturazione ha bisogno di un progetto e di persone qualificate per metterla in atto. A Crocetta che ha l'abitudine, forse per pigrizia, di scegliersi i collaboratori della porta accanto, mi permetterei di suggerire di avere uno sguardo più lungo, intanto rimuovendo l'attuale commissario, che essendo suo capo di gabinetto, crea una sovrapposizione letale tra amministrazione e politica che non è esattamente un esempio di legalità. Appare poi sconcertante che il commissario nel suo articolo non faccia cenno all'istanza inviata il 19 aprile dall'ex assessore Gaetano Armao, presidente dell'associazione "Sicilia Opengov", al ministro dei Beni culturali Dario Franceschini e al commissario dello stato Carmelo Aronica, in cui si dimostra che la nomina della signora Grasso da parte del commissario è illegittima. E lo è per le stesse ragioni culturali che aveva espresso Lanza Tomasi, dal momento che l'istituzione della Fondazione, disciplinata secondo i principi del decreto legislativo 19 giugno 1966, n.367, rinvia dinamicamente all'articolo 13 secondo cui il sovrintendente è scelto tra «persone dotate di specifica e comprovata esperienza nel settore dell'organizzazione musicale e della gestione di enti consimili». E difatti, all'articolo 17 dello statuto della Fondazione si legge che il sovrintendente è scelto dal consiglio di amministrazione tra «persone dotate di specifica e comprovata esperienza nel settore amministrativo e artistico». Può ritenersi il settore fitness un ente consimile? È questa la legalità che invoca Crocetta? Battiato ha detto che la nomina non lo convinceva e che una cosa è un'orchestra sinfonica e altra cosa la musica rock pop folk che volentieri invece gestirebbe il fratello della sovrintendente. Antimafiosa sì, ma familista. Ha chiamato come suo consigliere anche il marito perché commercialista. Una corte di una dozzina di consulenti, certo tutte "a gratis", ma di sicura appartenenza familiare. Ma non si è sempre detto che il familismo è alla radice del comportamento mafioso? Forse Crocetta vuole convincerci che in sé il familismo non è necessariamente mafioso, anzi è virtuoso, a volte, secondo una tesi spericolata di Putnam? Al presidente Crocetta, per fugare ogni dubbio sul suo reale attaccamento alla legalità, non rimane che azzerare tutto. Rimuova la signora Grasso, rimuova il commissario che l'ha nominata, nomini un altro commissario con il mandato di verificare le possibilità di una ristrutturazione dell'offerta musicale in Sicilia. È un'impresa difficile, ma non impossibile.