Il Pd: fondi regionali, grande opportunità. Casali: aperti a ogni buona soluzione VERONA Mentre si fa più stretta la strada del ricorso a un project financing per la riqualificazione dell'ex Arsenale, il Partito democratico veronese sprona l'amministrazione Tosi a farsi trovare pronta al bando pubblicato sul bollettino ufficiale della Regione Veneto, riguardante «interventi per la valorizzazione e il recupero di beni culturali» da finanziare con le risorse del fondo per lo Sviluppo e la Coesione. La proposta avanzata dalla cordata privata Rizzani-De Eccher di una riqualificazione in senso prettamente commerciale dell'Arsenale, con un investimento di oltre 40 milioni di euro da aggiungere ai 12 messi sul piatto dal Comune in cambio di una concessione di 99 anni, sembra essersi incagliata. E non per le polemiche di opposizione e comitati per cui si tratterebbe di una «svendita». «I promotori del project - spiega il vicesindaco Stefano Casali - hanno inserito adesso nella loro proposta delle opportunità previste dal decreto del Fare, che ha come primo obiettivo quello di far partire i cantieri». Tra queste, la possibilità di procedere a stralci con i lavori, senza per altro una scaletta precisa e vincolante riguardo il completamento del progetto. «Ma noi vogliamo garanzie ben diverse - continua il vicesindaco - uno dei motivi per cui si è considerato il project per l'Arsenale era l'unità del cantiere. Senza questo, si indebolisce molto la possibilità di procedere con il project». Ecco così che la proposta del Pd può rivelarsi, stavolta, un assist per l'amministrazione Tosi. In realtà, il bando della Regione non potrà essere la soluzione: i fondi a disposizione (che arrivano dallo Stato, con criteri di assegnazione simili a quelli europei) sono appena 15 milioni di euro per l'intero Veneto. «Ma potrebbe essere un inizio», fa notare Elisa La Paglia, consigliere comunale Pd, che sottolinea come il bando paia tagliato su misura per l'Arsenale veronese. Possono infatti partecipare progetti che abbiano come obiettivo la valorizzazione di «fortificazioni, forti e manufatti difensivi», anche per opere «di sola messa in sicurezza finalizzata alla fruibilità del sito»: una precisazione che sembra richiamare quanto da tempo propone il comitato per l'Arsenale (spalleggiato dal Pd), per cui i 12 milioni di euro del Comune andrebbero utilizzati proprio a questo scopo. Altro criterio di partecipazione: «Beni inerenti agli eventi bellici del primo conflitto mondiale», tempi in cui l'Arsenale venne utilizzato come deposito militare. Insomma, il comparto monumentale veronese potrebbe essere un buon candidato per ottenere qualche risorsa. «Purtroppo il Comune di Verona non ha ad oggi ancora risposto alla Regione, che ha chiesto agli enti di acquisire notizie progettuali - nota Michele Bertucco, capogruppo del Pd - d'altra parte, se vorrà sfruttare questa opportunità, dovrà per lo meno procurarsi un progetto preliminare coerente con le finalità della Regione». Che sono quelle di valorizzare il patrimonio culturale veneto per «incidere in modo significativo sulla produzione di rettido» e «sullo sviluppo e diffusione della conoscenza». Al di là del bando, il Pd ne fa un punto politico: sull'Arsenale l'amministrazione non può limitarsi a sposare «a tavolino» la proposta dei privati, ma deve avere una sua idea progettuale, se vuole sfruttare questa e altre possibilità (fondi europei propriamente detti) di finanziamento. «Partecipare ai bandi è importante, come è importante percorrere altre strade come quella di finanziamenti privati, come sottolineato nella sua visita a Verona anche dal sottosegretario Borletti Buitoni - commenta Casali - In questa fase siamo aperti, a 360 gradi. E accetto con grande interesse gli stimoli propositivi del Pd».