NAPOLI Prima il dialogo sulle ''patrie" con Abraham Yehoshua, nell'ambito del Forum delle culture; poi, a spasso nella Reggia. Massimo Cacciari filosofo, anima eretica del Pd ma, soprattutto, ex sindaco di Venezia mentre avanza serra sempre più le mascelle. «Come ho trovato la Reggia? Messa male, molto male; una cosa disgustosa». Addirittura professore. «Ho visto squarci di degrado, sporco quasi dappertutto, ma insomma... Ho notato che tre-quarti del palazzo è abbandonato, non utilizzato». Avrà notato anche il telo verde sul tetto a sud-ovest. Copre uno squarcio di una trentina di metri quadrati. «Certo, quel telo ha un effetto di grande allarme, che vuole che dica. E' il segno complessivo di un territorio dissipato; lasciamo perdere Pompei che è una caso a parte, ma è il segnale di un patrimonio fra Caserta e Napoli senza più riconoscibilità». Quel buco sta lì da una settimana, la Soprintendenza ha tenuto la notizia ''riservata". Solo ieri l'altro sono cominciati i lavori. «Mi pare strano che la Soprintendenza non ne abbia fatto cenno. Spero almeno non fra chi doveva saperlo». Le faccio una domanda che può sembrare arrivare da un altro mondo: ma se a Palazzo ducale o a Palazzo Grassi fosse caduto il tetto lei se ne starebbe stato con le mani in mano? «Guardi un marmo a Palazzo Grassi cadde per davvero quand'ero sindaco ma ci muovemmo subito. Prima di tutto facendo capire alle autorità nazionali, con voce grossa, che immediatamente occorreva trovare risorse per il restauro e nel caso non fossero state sufficienti ci saremmo rivolti ai privati. Nel giro di pochi giorni completammo l'opera. Però, guardi, c'è una differenza enorme fra Palazzo Grassi e la Reggia». E non è quella dell'imponenza né del valore artistico. «Palazzo Grassi è gestito dal Comune di Venezia. Per dire che se fosse accaduto all'Accademia avrei fatto ben poco, perché quella è statale». Salva il sindaco Del Gaudio che sulla Reggia può solo strillare ma nulla più. «Sì, può solo strillare ma non operare in prima persona». Dunque? Risolviamo il caso. «Occorre che chi opera con i beni monumentali abbia i più ampi poteri di intervento, un'autonomia pazzesca, azzerando le mille leggi che imbrigliano tutto». Solo questo? «Permettere anche ai privati di intervenire. Ma anche in questo caso senza i mille cavilli delle leggi. Se chiamo la Soprintendenza per un permesso mi deve rispondere a stretto giro di posto: dopo tre giorni». A proposito qui a Napoli il 18 maggio ci sarà la festa della Nutella in piazza Plebiscito. Sa che la Soprintendenza per decidere se concedere la piazza su richiesta del Comune c'ha impiegato quasi un mese? «Vede. Di questo passo dove vogliamo andare?».
Caserta. Cacciari a spasso per la Reggia: Trovato in condizioni disgustose
Il filosofo Massimo Cacciari ha espresso la sua delusione per lo stato di degrado della Reggia di Caserta, che ha visitato. Ha notato che tre-quarti del palazzo sono abbandonati e che ci sono squarci di degrado ovunque. Ha anche notato un telo verde coprente uno squarcio di una trentina di metri quadrati sul tetto. Cacciari ha criticato la Soprintendenza per non aver fatto cenno della notizia e per aver tenuto la cosa "riservata". Ha anche chiesto perché la Reggia non sia stata trattata con la stessa attenzione di altri monumenti, come Palazzo Grassi a Venezia. Ha sottolineato che la Reggia è statale e che il sindaco di Napoli non ha i poteri necessari per intervenire.
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