I pitoti alla conquista dell'Expo. Il Centro camuno di studi preistorici, fondato giusto cinquant'anni fa (il compleanno cadrà il 3 agosto prossimo), sarà presente all'esposizione universale di Milano su tre fronti. «Al Padiglione Zero, curato da Davide Rampello annuncia il presidente del Centro, Claudio Gasparotti avremo a disposizione una parete lunga una quarantina di metri, sulla quale abbiamo intenzione di proiettare materiale su campagne di studio effettuate sia in Valle Camonica. Il Padiglione Italia, inoltre, ci ha assicurato tre giorni di presenza per parlare di cibo e preistoria. Infine, siamo in trattative con la Regione Lombardia per ottenere uno spazio fisso, per tutti i sei mesi dell'esposizione, sempre all'interno del Padiglione Italia». Ma non è l'unica novità che ha in serbo il centro di Capo di Ponte, fondato nel 1964 da Emmanuel Anati. «Abbiamo ottenuto dall'Unione Europea spiega Gasparotti un finanziamento da oltre due milioni di euro per nuovo hardware e software per la rilevazione delle incisioni, in particolare per evitare errori di interpretazione nel caso di sovraincisioni di epoche successive. Il progetto, che coinvolge quattro università, un privato e la tedesca Bauhaus Hochschule, prevede però anche un aspetto divulgativo, con la produzione di filmati 3D, ma anche con la possibilità di produrre materiali con stampanti 3D». Per esempio, sarà possibile realizzare riproduzioni di massi istoriati come quelli ritrovati nei santuari megalitici camuni. «Il progetto si concluderà fra un anno e mezzo spiega Gasparotti ma già dalla prossima campagna di indagini in valle, l'estate prossima, inizieremo a sperimentare il nuovo software». Già che c'era, ieri Gasparotti ne ha approfittato per invitare al Centro il sottosegretario ai Beni culturali Francesca Barracciu. Magari proprio in occasione dello spegnimento delle cinquanta candeline dell'istituzione. «Sia la politica che la cultura sono oggi spesso disprezzate dice Gasparotti Ma il Centro camuno di studi preistorici è l'esempio virtuoso di cosa politica e cultura possono fare assieme, visto che fu il frutto dell'incontro fra il senatore Mazzoli e l'allora giovane studioso Emmanuel Anati».
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Il Centro di studi preistorici di Capo di Ponte, fondato nel 1964, sarà presente all'Expo di Milano su tre fronti. Al Padiglione Zero, sarà proiettata una parete lunga 40 metri con materiale su campagne di studio effettuate in Valle Camonica. Al Padiglione Italia, ci saranno tre giorni di presenza per parlare di cibo e preistoria. Inoltre, siamo in trattative con la Regione Lombardia per ottenere uno spazio fisso. Il centro ha ottenuto un finanziamento da oltre 2 milioni di euro dall'Unione Europea per nuovo hardware e software per la rilevazione delle incisioni. Il progetto prevede la produzione di filmati 3D e materiali con stampanti 3D.
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