Pubblichiamo, nella sua versione completa, la lettera inviata da Carteinregola con molte autorevoli firme a "Repubblica" il 4 maggio e pubblicata soltanto oggi, tagliando alcune parti della stessa. Segue la risposta di Giovanni Valentini All'attenzione dell'Egregio Direttore di la Repubblica Ezio Mauro Roma, 4 maggio 2014 Gentile Direttore, siamo rimasti sorpresi e increduli alla lettura, mercoledì 30 aprile, dell'articolo su La Repubblica "Quel monumento del Seicento abbandonato nel cuore di Roma", dedicato da Giovanni Valentini a un parcheggio interrato che il principe Boncompagni Ludovisi vorrebbe scavare nel giardino del palazzo storico . Già la foto che correda l'articolo, una casupola di pochi metri quadri che si trova sopra il muro perimetrale, non toccata dai lavori di restauro, con questa didascalia: "IN ROVINA. Le condizioni attuali della Casina dell'Aurora, a due passi da Via Veneto", induce il lettore a pensare che quello sia lo stato del famoso monumento seicentesco, mentre evidentemente nulla ha a che fare con lo stato del Casino Boncompagni Ludovisi e degli affreschi del Guercino. Ma soprattutto siamo rimasti increduli nel momento in cui abbiamo compreso qual è il vero scopo dell'articolo: non denunciare la mancanza di fondi per i lavori di consolidamento del Casino e eventualmente sollecitare l'intervento dello Stato, ma attaccare la "cappa della burocrazia", che sarebbe la vera responsabile del disfacimento di "un prezioso ettaro di storia, arte e cultura", perché vuole impedire al proprietario, che "secondo la migliore tradizione dell'aristocrazia, non dispone dei mezzi necessari", di devastare il giardino vincolato della villa per realizzare una serie di box interrati con cui pagare il restauro. L'articolo cita le conclusioni del TAR, che ha accolto il ricorso del Principe (in proposito mettiamo in calce alcune ulteriori considerazioni), ma non riporta le argomentazioni con cui la Soprintendenza ha cercato di fermare il progetto: "la realizzazione del parcheggio manometterebbe l'area di sedime del giardino vincolato"" non è compatibile con i criteri della tutela monumentale la modifica proposta nel prospetto delle mura ottocentesche della villa, sulla via Ludovisi, là dove sarebbe previsto l'accesso al parcheggio e l'inserimento delle griglie di areazione" "alterazioni non compatibili con la conservazione delle valenze paesaggistiche del bene sottoposto a vincolo". Se si dovesse giudicare Repubblica da questo articolo, sembrerebbero lontani anni luce i tempi in cui dalle sue pagine Antonio Cederna denunciava gli scempi che si volevano infliggere al nostro patrimonio storico, artistico e culturali Nelle ultime settimane abbiamo visto attaccare, non gli inadempimenti e le negligenze di chi mal protegge e peggio vigila i nostri beni culturali, ma, al contrario, quelli che "si mettono di traverso" ai progetti di chi considera quei beni una merce che deve produrre profitti. Non vogliamo pensare che si tratti della linea del giornale, dato che fortunatamente Repubblica vanta firme di ben diverso orientamento. Ma ci auguriamo di non trovarci a leggere, prima o poi, un ennesimo attacco alle Soprintendenze che impediscono il restauro di qualche pezzo del complesso archeologico di Villa Adriana in cambio della trasformazione del Canopo in beauty farm... Carteinregola, Italia Nostra Roma, Comitato per la bellezza, Cittadinanzattiva Lazio Onlus, Coord. Salviamo il Paesaggio Roma e Provincia, Associazione Amate l'architettura, Associazione Verdi Ambiente Società, Associazione DO.CO.MO.MO., Vezio De Lucia (Presidente Associazione Bianchi Bandinelli), Rete dei Comitati per la Qualità Urbanistica di Milano, Alessandro Bianchi (Presidente Associazione Progetto Roma), Paolo Maddalena (giurista, già giudice costituzionale), Alberto Asor Rosa, Edoardo Salzano (urbanista), Tomaso Montanari (Storia dell'arte Università 'Federico II di Napoli), Irene Berlingò (presidente Assotecnici del MiBACT), Vittorio Emiliani (presidente Comitato per la Bellezza), Maria Pia Guermandi (archeologa , consigliere nazionale Italia Nostra), Adriano La Regina(già soprintendente archeologico di Roma), Andrea Costa (giornalista), Oreste Rutigliano (consigliere nazionale Italia Nostra), Giorgio Nebbia (ambientalista, docente universitario), Sandro Roggio (architetto), Fernando Ferrigno (giornalista e scrittore), Mariarita Signorini (Italia Nostra Toscana) Paola Bonora (Geografia Università di Bologna), Rosalia Vittorini (Architettura tecnica Università di Roma Tor Vergata), Gaia Pallottino (ambientalista), Franco Mazzetto (urbanista), Nino Criscenti (giornalista e documentarista), Alessandro Giangrande (urbanista), Paolo Berdini (urbanista), Carlo Cellamare (Urbanistica, La Sapienza), Stefano Fatarella (funzionario urbanista, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia), Anna Stanzani (Soprintendenza per i beni storici artistici ed etnoantropologici per le provincie di Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini) Bruno Toscano (storico dell'arte) Questa la replica di Giovanni Valentini: "Appigliarsi a una foto, scelta a torto o a ragione dai grafici per l'impaginazione, è già di per sè un cavillo. Ma estrarre mezza frase di poche parole "sotto la cappa della burocrazia" da un articolo di una pagina, per dedurne il presunto "vero scopo è un'operazione arbitraria e pretestuosa. le decisioni delle varie Soprintendenze sono state riferite anche più ampiamente di quelle del TAR. Se il Ministero dei beni Culturali ha gli strumenti e i poteri per espropriare il monumento, o comunque per evitarne l'ulteriore degrado, proceda pure: non saremo certo noi a opporci"