NAPOLI «L'erba che spunta sui tetti, sui terrazzi, sui cornicioni di vari edifici storici è quasi sempre dovuta a semi portati dagli uccelli. Gli effetti, però, non sono sempre gli stessi». Professore di tecnica delle costruzioni e prorettore della Federico II, Gaetano Manfredi conosce bene il fenomeno. E spiega: «Sui tetti l'erba determina la disconnessione delle tegole che consente l'infiltrazione dell'acqua e quindi il degrado delle strutture portanti che alla fine può causare crolli. Nel caso della Reggia di Caserta si tratta di capriate lignee vanvitelliane, strutture bellissime, enormi e di grande valore, anche storico. Lì occorre un intervento straordinario su tutte le capriate per vedere quali sono ammalorate e bonificarle. L'intervento si effettua riparando o sostituendo pezzi delle capriate, che non si possono mica buttare via così. È un lavoro serio e costoso». Un bel pasticcio, quindi. Ma possibile che non ci fosse modo di intervenire in via preventiva? «Si può effettuare una manutenzione costante, ma non è semplice», dice Manfredi. Il quale è un po' più rassicurante a proposito del Teatro San Carlo e del Palazzo Reale di Napoli, dove pure qua e là cresce erba. «Lì sono stati effettuati di recente interventi strutturali importanti spiega anche perché hanno esposizione severe, essendo vicini al mare. Quindi ambedue gli edifici sono esposti al rischio di infiltrazione e del successivo degrado. L'unica soluzione resta la manutenzione costante dei tetti. Occorre diserbarli e riconnettere le tegole. Ma è difficile dire con che frequenza, non c'è una regola che vada bene sempre: il piano di manutenzione delle strutture dipende dal livello di esposizione, si deve decidere caso per caso». Anche sul Maschio Angioino si vedono erbacce, però lungo i cornicioni. «Le cause sono le stesse. In quel caso le radici portano alla disgregazione di parti lapidee che può determinare piccoli cedimenti». A proposito di roccia, perfino la pavimentazione di piazza del Plebiscito in certi periodi assume l'aspetto di un prato. Questo cosa può comportare? «Anche sulla pavimentazione in pietra, il basolato napoletano, l'inerbamento nelle connessioni tra pietra e pietra, se non bonificato, provoca il sollevamento delle pietre», dice Manfredi. Come avviene alle strade asfaltate lungo le quali ci sono alberi particolari? «In qualche modo sì. Adesso si decide con molta attenzione quali piante sistemare lungo i viali, si scelgono specie con radici poco invasive. Ma con gli alberi con radici superficiali che si allontanano c'è poco da fare». Questo significa che il pino, che per decenni è stato l'albero simbolo di Napoli, non va bene? «Eh, chi ha fatto l'esperienza di avere un pino in giardino conclude il professore Manfredi sa che le radici possono abbattere un muro. Ed è molto difficile tagliarle o fermarle senza compromettere la pianta».
Reggia di Caserta. L'ingegnere Manfredi: A Caserta indispensabile un intervento speciale
Il professore Gaetano Manfredi spiega come l'erba che spunta sui tetti, sui terrazzi e sui cornicioni di vari edifici storici a Napoli sia spesso dovuta a semi portati dagli uccelli. L'erba può causare la disconnessione delle tegole, permettendo l'infiltrazione dell'acqua e il degrado delle strutture portanti. A Reggia di Caserta, si tratta di capriate lignee vanvitelliane che richiedono un intervento straordinario per vedere quali sono ammalorate e bonificarle. Manfredi suggerisce che la manutenzione costante dei tetti sia la soluzione, ma non c'è una regola che vada bene sempre.
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