La Soprintendenza: «Non c'era alcun pericolo». Ieri via alla manutenzione CASERTA Rimozione del materiale caduto, installazione di una copertura provvisoria e messa in sicurezza dell'area: sono partiti ieri pomeriggio i lavori di somma urgenza per la riparazione del "buco" di trenta metri quadrati apertosi nel tetto dell'angolo sud-ovest del quarto cortile della Reggia di Caserta. Un intervento che, per quanto di somma l'urgenza, ha richiesto tra i necessari carteggi burocratici una settimana di tempo tra la scoperta della "falla" e l'avvio concreto delle operazioni di prima necessità. Era il primo maggio scorso, un giovedì pomeriggio, quando ci si è accorti che una trave era ceduta e che si era aperto uno squarcio nella copertura. Il giorno dopo, «il venerdì racconta l'architetta Flavia Berardelli, responsabile del settore architettonico della Soprintendenza abbiamo provveduto ad inviare una relazione tecnica al Polo museale per chiedere l'avvio dei lavori di somma urgenza». Ma i lavori sono materialmente cominciati ieri, dunque ad una settimana dalla scoperta. «Quattro giorni lavorativi», precisa l'architetta che argomenta: «L'area è pericolante dunque non si poteva intervenire con il nostro personale. D'altro canto è bene chiarire che non c'erano rischi per il monumento; visto che c'è il controsoffitto, non c'era alcun pericolo né per il patrimonio né per il personale». Sono stati comunque effettuati dei sopralluoghi, anche dai Vigili del fuoco. Si poteva far prima? «In teoria sì ribatte l'architetta ma solo se ci fosse stata una ditta a passeggio nel cortile. Nel concreto, i quattro giorni intercorsi sono stati necessari intanto alla verifica della competenza di spesa, se spettava al Polo museale o al Mibac, e poi alle procedure imposte dalla normativa vigente per l'affidamento alla ditta, l'accettazione della ditta stessa e l'avvio materiale dei lavori». Il carteggio ha parzialmente interessato anche i militari della Scuola specialisti. Nello stesso pomeriggio della Festa dei lavoratori anche l'Aeronautica militare, che occupa gli spazi sottostanti, è stata infatti avvisata della presenza della falla nel tetto. «Abbiamo avviato immediatamente le procedure di sgombero dei locali sottostanti (gli spazi adibiti a servizi igienici e due camerate da sei letti ciascuna), spostandole in un'altra ala attigua», spiega al Corriere del Mezzogiorno il colonnello Veniero Santoro, comandante della Scuola specialisti dell'Arma azzurra «e il giorno dopo, il 2 maggio, abbiamo chiesto alla Soprintendenza di indicarci la linea d'azione. La normativa vigente continua l'ufficiale assegna infatti la competenza diretta della manutenzione, specialmente quella esterna, al ministero. Noi, invece, ci occupiamo della manutenzione delle aree che occupiamo, in termini ad esempio di verniciature, di interventi ordinari e comunque di mantenimento e di cura di tutto quanto necessario. Dopo quella nostra comunicazione abbiamo poi appreso, verbalmente, che erano stati effettuati dei sopralluoghi ed avviate le procedure per la somma urgenza». Un disagio logistico comunque contenuto per i militari che attendono però anche loro l'avvio dei lavori per la liberazione delle impalcature di una parte della facciata della Reggia. La scuola specialisti dell'Aeronautica ospita 560 persone tra militari e civili della Difesa e occupa il piano sottostante il tetto (da cui è comunque diviso da una copertura) e il piano ancora inferiore dove sono presenti le aule. Solo più giù, al primo piano, ci sono gli appartamenti reali aperti ai turisti. La presenza dell'Aeronautica in un'area della Reggia è stata sempre oggetto di vivace discussione in città e così, all'indomani della diffusione della notizia del crollo, il sindaco della città Pio Del Gaudio ha voluto con una nota ufficiale stoppare sul nascere ogni eventuale polemica: «Ancora una volta, in modo a mio giudizio preoccupante, da parte di taluni si mette in discussione il ruolo dell'Aeronautica militare nella Reggia di Caserta e nella città. Allora, ancora una volta voglio essere chiaro e definitivo: nessuno si permetta neanche di pensare di spostare l'Aeronautica militare dalla città di Caserta e dalla Reggia». Pio Del Gaudio ribadisce che «l'Aeronautica e con essa l'esercito e tutte le forze armate rappresentano per il territorio e per Caserta un valore aggiunto. La città di Caserta ne è consapevole ed è cresciuta culturalmente e moralmente con sentimenti di gratitudine e affetto nei confronti dell'Arma azzurra e delle Forze Armate tutte». Il sindaco parla anche di «frasi sibilline» di chi vorrebbe attribuire colpe «a chi per il dovere imposto dalla divisa non può rispondere» e rivendica a sé il compito di replicare alle presunte polemiche: «Lo faccio io. Caserta ama l'Aeronautica, i suoi rappresentanti, l'Esercito e i soldati che con le loro divise da sempre rendono vive le nostre strade e contribuiscono a ''reggere" la nostra economia». In difesa della Scuola militare, il primo cittadino rivendica anche l'impegno profuso dall'Arma per la manutenzione del monumento: «Tutti i casertani sanno che la Reggia è manutenuta per due terzi dall'Arma Azzurra con costi pari a un decimo rispetto ai vecchi e copiosi budget del ministero dei beni culturali». E chiude con un nuovo appello al ministro Dario Franceschini e al direttore del Polo museale Fabrizio Vona: «Confido nel senso di responsabilità dell'ottimo sovrintendente Vona e nel senso del dovere del ministro Franceschini. Si affrontino le questioni relative alla Reggia guardando avanti e non mettendo in discussione valori colori, principi e significati che appartengono alla storia di Caserta, città conclude il sindaco orgogliosamente Militare che spera di diventare città di accoglienza turistica".Anche al sindaco sembra però rivolta la sollecitazione della direttrice pro-tempore della Reggia Antonella Cucciniello: «La Reggia deve trainare il territorio, ma anche il territorio deve uscire dal degrado per rilanciare l'immagine della stessa Reggia. Penso a piazza Carlo III, che andrebbe valorizzata, al problema degli ambulanti, su cui noi non possiamo fare granché. I casertani forse hanno smesso di vedere il proprio Palazzo Reale». Per il resto, getta acqua sul fuoco: «Il crollo di una piccola porzione di tetto nell'ala della Reggia di Caserta occupata dall'Aeronautica non è segnale inquietante, ma di certo non va sottovalutato e ci dice che è necessario effettuare una buona manutenzione ordinaria, ma per farlo ci vogliono fondi adeguati. Si tratta spiega di un incidente fisiologico in un palazzo di 262 anni come la Reggia; il legno è un materiale pregiato ma si deteriora. È chiaro però che con una buona manutenzione ciò non sarebbe avvenuto». I lavori costeranno tra i 20mila e i 30mila euro; a pagare sarà il Polo Museale.