Operazione Piero tra 4 mesi e sarà finanziata da Mister "X". Era un dirigente della Buitoni Il restauro durerà oltre un anno: esami decisivi per capire dove sia stata realizzata l'opera. Si stanno sollevando i colori e fenomeni di solfatazione, come era successo alla Leggenda. Il ruolo decisivo del Comune Arezzo, 8 maggio 2014 - Un privato salverà la Resurrezione di Piero della Francesca, il capolavoro del maestro del Borgo conservato nel Museo Civico di Sansepolcro. Una vera task force corre al suo capezzale, composta dagli esperti dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze, della Soprintendenza di Arezzo e del Comune di Sansepolcro. Insieme apriranno il cantiere di restauro a settembre, la convenzione è stata già firmata. Tutto con il fondamemtale sostegno di un privato, un ex dirigente della Buitoni che adesso fa l'industriale in Svizzera. Il restauro conservativo sarà preceduto da una lunga serie di esami ad alta tecnologia. Finalmente si potrà analizzare la struttura su cui poggia l'affresco e capire se e come è stato staccato, per poi essere sistemato nel Museo biturgense. «Alcuni studiosi sostengono che l'affresco sia nato nel palazzo che ora è il museo, ma l'ipotesi più attendibile è uno stacco agli inizi del Novecento». I tempi? Più di un anno sicuramente, anche se la convenzione si allunga fino a tre anni. «L'affresco spiega Marco Ciatti, soprintendente dell'Opificio delle pietre dure ha problemi strutturali nella parte muraria». I problemi sono gli stessi per tutti gli affreschi di Piero, gli stessi che impegnarono, e non poco, i tecnici che intervennero nel ciclo della Leggenda della Vera Croce ad Arezzo, primo fra tutti la solfatazione, quel fenomeno di cristallizzazione dei sali che minaccia gli affreschi.
AREZZO - Resurrezione in forte degrado: Opificio e Belle Arti insieme per salvare il capolavoro.
Un privato, un ex dirigente della Buitoni, salverà la Resurrezione di Piero della Francesca, un capolavoro del maestro del Borgo conservato nel Museo Civico di Sansepolcro. Il restauro sarà finanziato da questo privato e sarà condotto da una task force di esperti dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze, della Soprintendenza di Arezzo e del Comune di Sansepolcro. Il restauro sarà preceduto da esami ad alta tecnologia per analizzare la struttura dell'affresco e capire se e come è stato staccato. Il processo di restauro potrebbe durare più di un anno e potrebbe essere esteso fino a tre anni.
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