Risponde il vicedirettore Mauro Avellini Firenze, 5 maggio 2014 - CARO DIRETTORE, vivo a La Spezia e ho visitato gli Uffizi due volte in vita mia. Grandissime emozioni, sempre. Ero giovanissimo, ma ricordo tutto come se il tempo non fosse passato. Ora però leggo una notizia che non mi fa piacere: si vuole portare il costo del biglietto d'ingresso da 6 a 8 euro. In un momento di crisi come questo, non credo che sia una decisione giusta. Pazienza per gli stranieri, certo più ricchi di noi, ma per gli italiani non è una bella cosa. Paolo Grassi, La Spezia RISPONDE IL VICEDIRETTORE MAURO AVELLINI La cultura non deve essere un lusso, ma la politica degli sconti a volte può essere perfino dannosa. In Italia non pagano l'ingresso ai musei gli over 65, i militari, i giornalisti, i minorenni e un'altra serie di privilegiati, o ex. I nostri capolavori fruttano ogni anno 100 milioni di euro di biglietti, ma al ministero per i beni artistici e culturali, dal Tesoro, ne tornano solo tre o quattro. Di questo passo è difficile immaginare che le statue escano dai magazzini, che si possano fare nuove assunzioni o che l'arte sia fruibile da tutti anche nei giorni di festa, come nel resto del mondo. Al Louvre il biglietto più economico costa 15 euro, al Metropolitan 25 e non si lamenta nessuno. Ovunque la cultura diventa un affare per le casse statali e comunali, mentre noi proviamo sempre a chiedere qualcosa. Non me ne voglia, ma il biglietto degli Uffizi a 6 euro e 50, meno di un cinema di periferia, non mi sembra uno scandalo. Portarlo a otto da novembre o pagare qualcosa in più se c'è una grande mostra, è quasi doveroso. Una tassa sulla bellezza che ogni italiano dovrebbe pagare. E se la Venere di Botticelli vale un miliardo, lo sguardo del visitatore, spesso distratto, non può offenderla con la brutta pretesa del «tuttogratis».
Giusta la tassa sulla bellezza
Il vicedirettore degli Uffizi, Mauro Avellini, risponde a una lettera di un lettore che si chiede perché il biglietto d'ingresso al museo stia aumentando da 6 a 8 euro. Avellini afferma che la cultura non deve essere un lusso, ma che la politica degli sconti può essere dannosa. Egli ricorda che gli over 65, i militari, i giornalisti e i minorenni non pagano l'ingresso ai musei, mentre il ministero per i beni artistici e culturali riceve solo tre o quattro milioni di euro ogni anno. Avellini suggerisce che il biglietto a 6 euro e 50 sia " quasi doveroso" e che una tassa sulla bellezza sia necessaria per sostenere la cultura.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo