A Palazzo Zuckermann di Padova è visitabile fino al 25 maggio una mostra fotografica intitolata «Gli Eremitani 70 anni fa. Le bombe e la ricostruzione». In effetti, fu proprio l'11 marzo del 1944 che le bombe distrussero la parete sud del presbiterio e gran parte delle cappelle adiacenti, e tra queste la celebre Cappella Ovetari, decorata, fra gli altri da Andrea Mantegna alla metà del sesto decennio del Quattrocento. I più ritengono si trattasse di un errore di puntamento; ma giustamente Davide Banzato, direttore dei Musei Civici e responsabile della mostra con Edi Pezzetta ed Elisabetta Antoniazzi, fa notare che il convento accluso agli Eremitani (sede oggi dei Musei) ospitava il distretto militare.La ricostruzione iniziò subito e l'Istituto Centrale di Roma, con straordinario impegno personale dello stesso Cesare Brandi, ricompose sulle pareti il difficilissimo puzzle di quanto si era riusciti a recuperare. (Vedi l'articolo completo sul "Giornale dell'arte", maggio 2014)
Puzzle di macerie. Riapriamo il dibattito sulle ricostruzioni
A Palazzo Zuckermann di Padova è visitabile fino al 25 maggio una mostra fotografica intitolata Gli Eremitani 70 anni fa. Le bombe e la ricostruzione. In effetti, fu proprio l'11 marzo del 1944 che le bombe distrussero la parete sud del presbiterio e gran parte delle cappelle adiacenti, e tra queste la celebre Cappella Ovetari, decorata, fra gli altri da Andrea Mantegna alla metà del sesto decennio del Quattrocento. I più ritengono si trattasse di un errore di puntamento; ma giustamente Davide Banzato, direttore dei Musei Civici e responsabile della mostra con Edi Pezzetta ed Elisabetta Antoniazzi, fa notare che il convento accluso agli Eremitani (sede oggi dei Musei) ospitava il distretto militare.La ricostruzione iniziò subito e l'Istituto Centrale di Roma, con straordinario impegno personale dello stesso Cesare Brandi, ricompose sulle pareti il difficilissimo puzzle di quanto si era riusciti a recuperare.
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