Il sottosegretario: «Ma servono interventi urgenti adesso» Era il 21 giugno di un anno fa quando il sottosegretario alla Difesa Gioacchino Alfano fece visita alla Reggia di Caserta soffermandosi in particolare nell'area del sottotetto occupato dalla Scuola Specialisti dell'Aeronautica Militare. In quell'occasione il comandante della Scuola, Paolo Marco Felli, mostrò alcune slide con le foto delle aree del sottotetto interessate dai lavori di manutenzione fatti d'urgenza a spese dell'Aeronautica e si lamentò per i problemi di infiltrazioni d'acqua che «la Soprintendenza non riesce a risolvere una volta per tutte perchè non ci sono fondi». Sottosegretario, cronaca di un crollo annunciato? «È forte il mio dispiacere e rammarico personale per quanto accaduto anche perchè alla Reggia di Caserta mi legano affetti familiari: qui ha fatto il carabiniere mio padre quando la stazione dell'Arma era all'entrata del monumento». Lei un anno fa ha visitato quei locali, in che condizioni erano? «Ho dato uno sguardo, non sono in grado di fornire valutazioni strutturali. E poi l'immobile è della Soprintendenza, noi siamo solo ospiti». Lei però ha la delega al patrimonio degli immobili militari. Ritiene ancora oggi come un anno fa, alla luce del crollo che si è verificato, che l'Aeronautica militare debba restare alla Reggia di Caserta? «Stiamo attivando un comitato interministeriale presieduto dal sottoscritto e dal sottosegretario al ministero dell'Economia e Finanze, Pier Paolo Baretta, che oltre a fare una ricognizione sui siti militari dovrà decidere autonomamente sul futuro di questi beni. La migliore valorizzazione parte da un censimento serio, scrupoloso, che va determinato con interventi indispensabili». Il futuro della Scuola specialisti dell'Aeronautica militare sarà ancora all'interno della Reggia di Caserta? «Se un progetto di valorizzazione prevede la liberazione di quella parte della Reggia noi non faremo opposizione, come facciamo sempre. Siamo disponibili anche a spostarci, avendo però la disponibilità di un'altra sede, è ovvio. Molte volte ci vogliono fare andar via senza darci opportunità». Ma è d'accordo con quanti sostengono che il futuro della Reggia di Caserta come degli scavi di Pompei sia la privatizzazione? «Guardi, le rispondo da coordinatore regionale del Nuovo Centro Destra con un'esperienza da sindaco per dieci anni di Sant'Antonio Abate e da parlamentare per quattro volte: io dico che prima di privatizzare bisogna stabilire cosa si debba e voglia fare, bisogna avere il coraggio di mantenere le strutture che servono e chiudere invece quelle che non si possono mantenere». La Reggia va mantenuta? «È un patrimonio mondiale, una realtà troppo importante. Però bisogna creare anche le condizioni perchè sia utile». Cosa significa, onorevole? «La Reggia di Caserta ha un valore, però deve avere anche una funzione. E nel gestirla bisogna sicuramente applicare la diligenza del buon padre di famiglia. Ma è un discorso generale che riguarda un po' tutti i nostri beni culturali, bisogna avere il coraggio o di restituirli come beni pubblici disponibili o come beni presi in carico dai privati. Ma questo lo dico non da sottosegretario, il mio è un pungolo alle autorità preposte».