Ha ceduto un'intera parte del tetto. Del Gaudio: «Lavori subito, basta con le attese» Un buco meglio una voragine di quasi trenta metri quadrati: un enorme pezzo del tetto della Reggia ha ceduto, crollando sulla sottostante area mansardata, nell'ala sud-ovest del quarto cortile che guarda verso Casagiove e in uso all'Aeronautica militare. Il sito vanvitelliano, da mesi al centro di polemiche sulla scarsa manutenzione, continua ad essere protagonista di brutte notizie. Dopo il crollo che nel 2011 interessò elementi architettonici delle facciate, stavolta è toccato al tetto: consunta dal tempo, ha ceduto una grossa trave in legno che reggeva la copertura di tegole. L'episodio si è verificato presumibilmente lo scorso week end. Sono stati i responsabili della Scuola specialisti dell'Aeronautica a scoprire l'accaduto e segnalarlo alla Soprintendenza. La notizia si è poi diffusa nella mattinata di ieri e solo nel pomeriggio, quando alcune voci parlavano finanche di feriti, l'Ente ha deciso di diffondere una nota ufficiale sul «cedimento di una trave in legno che fungeva da sostegno intermedio dell'orditura secondaria di una delle falde in una campata della copertura dell'edificio, con relativo crollo del manto di tegole soprastante. L'orditura lignea e il manto di tegole hanno anche spiegato dalla Soprintendenza sono cadute su una volta in muratura, senza provocare ulteriori danni». LA SITUAZIONE - Al piano immediatamente inferiore ci sono le ex camerate della Scuola aeronautica; giù ancora le aule, e solo al primo piano, decine di metri sotto al crollo, gli appartamenti reali aperti ai turisti che, dunque, non sono stati esposti né a pericoli né all'infelice immagine del cedimento. Subito dopo la segnalazione dell'Aeronautica, è stata l'architetta Flavia Berardelli, responsabile del settore architettonico della Soprintendenza, ad effettuare una serie di sopralluoghi nell'area interessata per stilare una prima relazione sui fatti accaduti. «Il primo maggio scorso notammo dalle finestre degli appartamenti storici un foro nel tetto e inviammo subito una segnalazione all'Aeronautica ha spiegato la funzionaria poi, sempre nel corso della stessa giornata, il foro si è esteso diventando una voragine». Un'altra ricognizione è stata poi effettuata dai Vigili del fuoco del comando provinciale di Caserta. Il soprintendente Fabrizio Vona, direttore del Polo Museale, ha disposto un intervento di somma urgenza per rimuovere il materiale, installare una copertura provvisoria e ripristinare le travi in legno e il manto di tegole nella campata interessata. «Abbiamo avviato subito quanto necessario per intervenire. E' chiaro anche spiega che è necessario un piano di restauro complessivo e anche su questo, mi sto muovendo fin dal mio insediamento. Ci vogliono però risorse economiche, i tempi necessari e, magari, anche meno pressioni mediatiche». IL COMUNE - Il sindaco Pio Del Gaudio, dal canto suo, ha immediatamente chiamato in causa il governo nazionale e ha colto l'occasione anche per rivendicare ancora la giustezza della scelta del Corno rosso piazzato nel dicembre scorso proprio davanti a Palazzo Reale: «Ho iniziato tre anni fa, da solo, a fare la battaglia sulla gestione e sulla manutenzione della Reggia. Abbiamo dato fiducia al governo Letta, grazie al ministro Bray, con cui abbiamo avviato un percorso che ha messo al centro dell'attenzione la Reggia ma è stato comunque necessario anche l'atto di esasperazione di un ''Corno" per avere ottenere risposte alle nostre legittime richieste su un cambio di gestione. Ora il governo è cambiato, ho scritto più volte al ministro Franceschini senza avere risposta. Ho chiesto al direttore Vona quando inizieranno i lavori e mi ha risposto: ''a maggio". Ora il crollo di questi giorni purtroppo non aggiunge niente di più a quello che già sapevamo. Ma la città lancia un ultimatum: i lavori vanno avviati, senza rinvii, entro e non oltre maggio». COMMENTI - A pioggia i commenti di istituzioni e politica. Proprio sull'impegno del ministro chiamato in causa da Del Gaudio è intervenuta la capolista Pd alle Europee Pina Picierno garantendo che Franceschini, con il quale si è sentita telefonicamente, «ha già disposto un'ispezione tecnica per verificare cosa è successo e ha attivato interventi di somma urgenza». Sempre dalla lista Pd, Nicola Caputo, consigliere regionale, ha ricordato che «da mesi sono pronti quasi dieci milioni di euro» e invita a «non aspettare di fare la fine di Pompei con crolli e furti». Per Antimo Cesaro, deputato di Scelta civica che già un anno fa presentò un'interrogazione sullo stato manutentivo del monumento «occorre una seria assunzione di responsabilità che vada oltre sterili passerelle e inutile protagonismo mediatico: si velocizzi l'apertura del cantiere per gli ormai non più procrastinabili restauri. I dati di acceso al monumento rilevati nelle ultime settimane, evidenziano il valore e le potenzialità del sito che, purtroppo, vengono continuamente mortificate da questi avvenimenti». Da Palazzo Santa Lucia, l'assessore Pasquale Sommese ha assicurato che «la Regione è pronta a sostenere la Soprintendenza, ma va messo in atto un piano serio condiviso di rilancio e valorizzazione. Valorizzazione che, non mi stancherò mai di ripetere, passa soprattutto attraverso una programmazione di eventi che comporti l'effettiva fruizione del bene culturale». Diretti Gianni Simioli, della Radiazza, e Francesco Emilio Borrelli dei Verdi che si sono chiesti: «Ma chi controlla e custodisce questo straordinario monumento? Chi ha la responsabilità di evitare che vada in malora? Possibile che le uniche cose che funzionano e sono tutelate nel sito monumentale sono i parcheggi indecorosi e i venditori abusivi?».