Priolo. Ritorna il progetto "In volo su Priolo" che verrà presentato martedì dal sindaco Antonello Rizza e dall'assessore al Turismo Dania Delfino. La presentazione avverrà nella Biblioteca comunale con la partecipazione di coloro che hanno stipulato la convenzione con il Comune: Fabio Cilea per la Lipu e Saline di Priolo; Giuseppa Maria Tino per l'associazione Koinè; Daniela Ranno per l'associazione Aidia; Michele Vinci per la Centrale Enel "Archimede"; Adriana Midolo per la Società Hps. Dopo i successi che il progetto "In volo su Priolo" ha avuto nel 2013, con circa 20mila visitatori, anche quest'anno sarà riproposto dall'amministrazione comunale. Il progetto ha lo scopo di promuovere e rivalutare attraverso la disponibilità di siti archeologici, un processo di valorizzazione turistica. Dunque, non solo ciminiere. Si tratta di un progetto che ha già dimostrato, da quando qualche anno fa è stato avviato, che il turismo può convivere con il contesto industriale. "In volo su Priolo", infatti, si propone di fare attraversare ai visitatori 3000 anni di storia e ha confermato che è possibile diversificare l'offerta di sviluppo (fino ad ora solo industriale) della zona, puntando su un bagaglio ARCHEOLOGICo, ambientale, paesaggistico, storico e culturale del luogo. Dopo che per qualche anno non è stato possibile utilizzare la zona di Thapsos, con la riapertura del sito ARCHEOLOGICo che avverrà domenica alle 10:30, un importante tassello tornerà ad arricchire il progetto. Quindi, partendo dall'abitato di Thapsos, nella penisola di Magnisi, dove Siculi e Fenici scambiavano le merci, si arriva, vistando altri luoghi, alla futuristica Centrale elettrica "Archimede". Il percorso ricognitivo che prevede la visita alla Riserva delle Saline di Priolo, i Monti Climiti, la Guglia di Marcello, la Catacomba di Manomozza, la Basilica di San Focà, Thapsos e le sue necropoli, il Quadrante solare orizzontale, la Torre d'avvistamento, la Batteria a doppio compito A. S. 361, la Centrale Enel "Archimede". Si parte quindi dall'istmo sabbioso di Thapsos e si continua con la visita della Torre d'avvistamento, gioiello architettonico, costruita nei primi dell'Ottocento a difesa della rada di Augusta. La Torre di Magnisi rappresenta l'esempio ancora esistente di "Torre Martello", edificate in Sicilia su modello di fortificazione difensiva francese, risalente al XVI secolo. Successivamente, la visita prosegue con la Batteria antiaerea e antinave, Augusta-Siracusa 361, costruita alla vigilia del secondo conflitto mondiale. Infine, i visitatori potranno ammirare la necropoli preistorica settentrionale di Thapsos. Visitando la centrale elettrica "Archimede" invece si vedrà come verrà prodotta l'energia seguendo il progetto messo a punto dal premio Nobel Carlo Rubbia. Paolo Mangiafico 08052014