Erano in vendita per 5 mila euro su un sito internet degli Stati Uniti, quei quattro preziosi manoscritti risalenti al 1600-1700 trafugati dall'archivio storico dell'Ospedale civile di Sassari. li deteneva un emigrato sassarese (R. F. di 47 anni) titolare di un'azienda grafica con sede a Miami. Ma i carabinieri del Nucleo di tutela del patrimonio culturale hanno preceduto i possibili acquirenti. Con un'operazione, cui è stato dato il nome del sito internet, "Great-surf", sono riusciti a scongiurare la vendita e a recuperare la merce grazie alla collaborazione della Corte federale degli Stati Uniti in Florida e degli agenti speciali della Police Immigration Custom Enforcement di Miami. L'emigrato-collezionista è stato denunciato per ricettazione ed esportazione illecita di beni culturali archivistici. Ieri mattina i quattro manoscritti hanno avuto il loro momento di notorietà, fotografati e ripresi in ogni angolazione dalla telecamere nella sala riunioni del Comando provinciale dei carabinieri. Tutti soddisfatti. I carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale, rappresentato dal colonnello Giovanni Pastore e dal capitano Giovanni Manconi, i dirigenti della soprintendenza archivistica di Cagliari, Roberto Porrà e Claudia Campanella, il direttore generale della Asl n.l, Bruno Zanaroli, e il padrone di casa, il colonnello Giuseppe La Gala. La presenza delle foto dei manoscritti sul sito "Great-surf ', è stato detto nel corso della conferenza stampa, ha attirato l'attenzione dei carabinieri che tengono d'occhio la rete commerciale on line di questo genere di prodotti. Il frontespizio lasciava chiaramente capire la provenienza: tre erano indiscutibilmente documenti provenienti dall'archivio dell'ente ospedaliere relativi alla contabilità del "Convento y ospitai de la SSma Anunsia-da" di Sassari. Sono cominciati i primi discreti accertamenti ed è arrivata la prima conferma che quei volumi erano stati rubati. Non risultavano infatti nell'inventario dei documenti conservati nell'archivio storico dell'Azienda sanitaria redatto il 30 agosto del 1965 dal segretario generale dell'Ospedale civile dell'epoca, l'avvocato Vittorio De Tura. Quasi certamente quindi chi se ne è impossessato lo ha fatto prima degli anni sessanta quando i manoscritti si trovavano nei locali del vecchio ospedale civile di piazza Fiume. Insieme a numerosi altri volumi, raccolgono i bilanci dell'"Hospitale della santissima Nuntiata della città di Sassari". Sentito dai carabinieri, l'imprenditore sassarese emigrato a Miami ha detto di aver acquistato i quattro manoscritti nel 1995 in Svizzera da un artigiano. Anche su questo particolare sono in corso accertamenti. Ma veniamo all'importanza storica dei quattro volumi. Nei secoli XVII-XVIII l'Ospedale era amministrato dai frati dell'Ordine Ospedaliere di San Giovanni di Dio detto dei Fatebenefratelli. Su ciascuno dei tre registri figura infatti il nome del frate che ne curava la contabilità, registrava cioè le entrate e le uscite dell'amministrazione ospedaliere e gli anni di riferimento a partire dal 1668 fino al 1692. «Sono manoscritti ben tenuti - ha detto Claudia Campanella, della soprintendenza archivistica di Cagliari - con una legatura in pergamena originaria di tipo archivistico». Il quarto non è un registro ma un particolarissimo volume che racchiude la storia di un'azienda agricola appartenuta ad un ortolano, Pietro Calafato, e successivamente a suo figlio Domenico. È un'insieme di ricevute: da quelle per l'affitto di terreni di proprietà di una non meglio precisata "contessa di Sedilo" a quelle per la vendita dei prodotti agricoli. Il signor Calafato annotava tutto e pretendeva ricevute firmate, anche dal genero quando prese in carico la dote e il corredo destinati a sua figlia. Il volume, finito probabilmente con altre donazioni nel patrimonio dell'ospedale, viene ritenuto perfino più prezioso dei registri contabili. Secondo Claudia Campanella «sarà utilissimo per un approfondimento economico, sociale e linguistico della Sassari di quattro secoli fa. È scritto in tre lingue diverse, il catalano, l'italiano e il sardo logudorese. Molti gli spunti di riflessione e di studio».