condannata la società che gestiva gli ingressi dei beni culturali Palermo. «NOVAMUSA», la società che ha gestito le biglietterie di alcuni tra i più importanti siti archeologici e musei della Sicilia, è stata condannata, dalla Sezione giurisdizionale della Corte di conti, a risarcire la Regione siciliana ben 18,8 milioni di euro. Il legale rappresentante della società, Gaetano Mercadante, che è coinvolto anche in un procedimento penale, come prevedano gli accordi, avrebbe dovuto trattenere solo il 10 dell'incasso ottenuto dalla vendita dei biglietti. «NOVAMUSA», però, avrebbe avuto la possibilità di gestire, all'interno dei siti, bookshop, bar e ristoranti. Attività mai avviate perché la Regione non avrebbe messo a disposizione i necessari spazi. Ciò, secondo Mercadante, avrebbe provocato un danno economico a «NOVAMUSA»; danno autorisarcito non versando il restante 90 degli incassi. Si questo 90, il 70 tocca alla Regione, mentre il rimanete 30 è di pertinenza dei comuni sul cui territorio ricadono i beni culturali. A «NOVAMUSA», nel 2003, erano stati affidati: il Teatro Antico di Taormina, le aree archeologiche di Segesta e Selinunte, il Museo «Paolo Orsi» e l'area archeologica Neapolis di Siracusa. Soddisfatto il deputato regionale del Patto dei Moderati, Pippo Gianni: «Mi sono battuto con forza affinché NOVAMUSA restituisse i soldi trattenuti indebitamente per la gestione dei servizi accessori nei siti culturali siciliani. Apprendo con soddisfazione della condanna comminata dalla Corte dei conti a NOVAMUSA con la quale fissa in 18,8 milioni il danno erariale e l'importo da restituire alla Regione ed ai cinque comuni interessati: Siracusa, Calatafimi-Segesta, Taormina, Castelvetrano e Marsala». Mercadante si sarebbe difeso sostendendo di avere già versato nella casse regionali circa 14 milioni di euro, mentre i 19 milioni che adesso è stato condannato a restituire, li aveva trattenuti per spese da lui sostenute per avviare i servi aggiuntivi. Una nuova gara di appalto era stata bandita due anni fa, ma nonostante l'avvenuta aggiudicazione, l'assegnazione fu revocata perché alla società vincitrice sarebbero mancati alcuni requisiti. Quello di «NOVAMUSA» è certamente il caso più clamoroso di appropriazione di soldi pubblici. Lo scorso anno, a Catania, fu scoperto, che il responsabile della biglietteria del Teatro Romano, aveva trattenuto per sé migliaia di euro, dando ai visitatori i ticket omaggio riservati alle scuole. 08052014